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04 nov. - di Anna Martina Leogrande - "Il Clandestino" la nuova sfida di Giornali Associati, il gruppo guidato da Fabio caso sarà più che un
giornale, "Il Clandestino" sarà un autentico brand: continuerà a vivere
Clandestinoweb su Internet, si affermerà il quotidiano e ci sarà anche
un prodotto televisivo e una TV su Internet. Si parte con 30mila copie,
al prezzo di 1,20 euro. Il direttore? Una sorpresa: è David Parenzo,
volto e voce di Telelombardia, che dopo dieci anni lascia l'emittente.
Rimpianti? Nessuno.
Ecco cosa ha raccontato ad Anna Martina Leogrande il neo direttore
Da anchorman di Telelombardia alla carta stampata. Non hai paura? "No, non sono un pazzo. Anzi. Mentre c'è la crisi dei grandi
quotidiani l'editore Fabio Caso decide di uscire con un nuovo
quotidiano perché quelli che sono sul mercato hanno perso identità e i
lettori sono stufi di avere giornali autoreferenziali, che fanno
polemiche tra loro.
Uscire da questa logica apre un mercato nel quale possiamo guadagnare
un gruppo di lettori che oggi i giornali non li comprano ma che hanno
voglia di ritrovare un luogo dove si discute e si incontra la realtà."
D.:
Si parla molto di libertà di stampa che non c'è. Un nuovo quotidiano
non politico che sfida è? "La libertà di stampa in questo Paese esiste. Il pluralismo c'è, è
un problema di come vengono raccontati i fatti."
Che quotidiano sarà quello firmato da David Parenzo?
"Proverà a rivoluzionare il modo di fare comunicazione e raccontare
le notizie. Proporremo al lettore fatti e commenti senza l'elmetto in
testa, con sondaggi di opinione, commentatori e il mondo di Internet.
Perché la vera sfida è riuscire a portare il mondo delle community di
Internet sulla carta stampata. Stiamo pensando di lanciare una rubrica
che parlerà del mondo dei blogger"
Hai già scelto la squadra?
"Il vicedirettore è Massimiliano Lenzi, che ha un percorso
televisivo e sulla carta molto forte, sul resto dei nomi mantengo il
silenzio."
Ti mancherà la TV?
"No, continuerò a condurre Iceberg su Telelombardia. Ho collaborato
in passato con "Liberazione" di Sandro Curzi e "Il Foglio" di Giuliano
Ferrara, l'elmetto me lo sono tolto dalla testa da un pò. Vorrei
provare a farlo togliere anche a una parte del Paese."
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