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02 set. -I portavoce e commissari Ue devono "tacere", altrimenti "l'Italia porra' il suo veto a qualsiasi decisione bloccando i lavori del Consiglio". Silvio Berlusconi arriva a Danzica nel giorno in cui i leader mondiali ricordano l'attacco tedesco alla Polonia che 70 anni fa scateno' la II Guerra Mondiale e innesca una dura polemica con Bruxelles, che pochi giorni fa aveva chiesto chiarimenti al nostro Paese sul tema dell'immigrazione.
Nel pomeriggio poi, il premier apre di nuovo il fronte
con Repubblica, con un attacco diretto all'editore e al direttore del
quotidiano: "le dieci domande? sono insolenti, offensive e diffamanti.
Se non venissero da un super partito politico che ha un editore
svizzero e un direttore evasore fiscale, avrei risposto".
Berlusconi
raggiunge la citta' polacca all'ora di pranzo, si ferma a rispondere
alle domande dei cronisti su tutte le questioni di piu' stretta
attualita'. A cominciare dalla polemica con la Libia sulle Frecce
Tricolori: "la scia sara' bianca, rossa e verde - chiarisce -
altrimenti le Frecce non si esibiranno".
Il premier torna sulla
questione Giornale-Avvenire, definisce "diatribe giornalistiche" le
vicende degli ultimi giorni", ripete "il governo non ha alcuna
responsabilita'" e sottolinea che "non c'e' nessuna distanza tra
palazzo Chigi e S.Sede: il dialogo c'e' sempre stato ed e' quotidiano".
Ma sull'iter parlamentare del testamento biologico che sta a cuore al
Vaticano, chiarisce il premier, "sara' lasciata liberta' di coscienza,
perche' e' un tema troppo importante". Berlusconi si scalda quando si
solleva il tema immigrati e si ricorda la richiesta di chiarimento da
parte dell'Unione Europea al governo italiano.
"Non e' vero - dice - si
strumentalizzano solo delle dichiarazioni di portvoce". Poi attacca:
"la mia sara' una posizione decisa e precisa: non daremo piu' il nostro
voto, bloccando il funzionamento del Consiglio, se non si decidera' di
far tacere i portavoce dei Commissari o i commissari. Solo al
presidente della Commissione e al suo portavoce deve essere consentito
di intervenire".
E chi non dovesse rispettare queste regole, continua,
"deve essere dimissionato in maniera definitiva". Il tempo di
rispondere ad una domanda sull'opposizione e su quegli "avversari che
non hanno nessuna considerazione da parte mia" tanto da "farmi tacere
ogni commento per amor di patria", e il premier raggiunge gli altri
capi di Stato e di Governo per le celebrazioni dell'avvenimento che
cambio' la storia e il mondo.
Una breve visita al piccolo cimitero di
Wasterplatte, dove riposano i caduti dell'eroica resistenza polacca
all'attacco nazista del 1 settembre del '39 e poi sulla spianata della
penisola dove la marina tedesca sferro' la propria offensiva settanta
anni fa.
"Una cerimonia davvero toccante", dira' Berlusconi. "Siamo tutti qui
perche' un orrore del genere non si ripeta mai piu".
La cerimonia si conclude, il premier e gli altri leader lasciano
Wasterplatte per tornare nel centro di Danzica. E Berlusconi ne
approfitta per una passeggiata, curiosando tra i negozi di ambra e
argento delle strade della citta' vecchia e visitando la cattedrale.
Ma
prima di partire si ferma di nuovo con i giornalisti. Il pretesto e'
una frase che lo stesso Berlusconi sussurra al premier polacco durante
il rinfresco seguito alla cerimonia, in cui lo stesso Berlusconi
sembrava alludere alle vicende di quest'estate. I cronisti chiedono
conto di quel colloquio e il presidente del Consiglio non si lascia
pregare. "Solo delle menti malate possono pensare che io abbia
organizzato festini o abbia pagato delle meretrici", ribadisce. "E
visto la cattiva pubblicita' che certi giornali fanno all'estero, sento
di dover dare delle informazioni". Ma questo non significa che io abbia
mai fatto nulla, lascia intendere Berlusconi, e "se non ho mai risposto
alle 10 domande di Repubblica non e' perche' non possa farlo, ma
perche' vengono da un super partito politico che ha un editore svizzero
e
un direttore dichiaratamente evasore fiscale".
Dicono che sono malato?,
ironizza Berlusconi prima di risalire in auto e congedarsi dai
cronisti. "Altro che malato, basta vedere quello che ho fatto in 15
mesi per dimostrare che io sono Superman.
Anzi, Superman a me fa solo ridere.".
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