16 Marzo 2010 02:00

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FISCO TAGLIO DEL 20% SU IRPEF, MA DIETROFRONT PER IRES E IRAP

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13 nov. - "L'ordine del giorno del consiglio dei ministri di ieri mattina non lasciava spazio a dubbi: 'Disposizioni in tema di differimento del versamento dell'acconto dell'Ires e dell'Irap'. Come accaduto l'anno scorso, il governo era intenzionato a concedere per decreto un piccolo differimento al 2010 sul 2-3% delle imposte dovute il 30 novembre. A parte un corpo a corpo Tremonti-Brunetta sulla riforma che quest'ultimo e' poi riuscito a strappare - si legge sulla STAMPA -, la riunione e' filata via liscia, con il mandato a Tremonti di mettere a punto i dettagli. Le indiscrezioni davano per certa la misura, poi, nel pomeriggio, a consiglio finito da ore, il colpo di scena: niente mini-taglio dell'acconto Ires e Irap, il governo punta tutto su una cospicua dilazione dell'Irpef.
Chi entro il 30 novembre avrebbe dovuto versare il 99%, versera' il 20% in meno. Niente sconto dunque per grandi aziende, societa' di capitali e cooperative, il governo concentra l'attenzione su lavoratori autonomi, commercianti, professionisti, aziende individuali e partite Iva, ed in generale tutti i soggetti che compilano il modello 'Unico'. Circa 3,8 miliardi di entrate previste per il 2009 slittano al 2010.
'E' una cifra importante che lascia piu' liquidita' nelle tasche della gente', dice il portavoce di Palazzo Chigi Paolo Bonaiuti. Non e' pero' uno sconto fiscale, ne' una detassazione della tredicesima, come avrebbe voluto il premier. Si tratta di una dilazione di una parte del dovuto fino a nuovo ordine, con tutta probabilita' giugno dell'anno prossimo. Le indiscrezioni raccontano che la decisione sarebbe maturata a margine del consiglio dei ministri in un incontro faccia a faccia - alcuni lo definiscono 'teso' - fra Giulio Tremonti, Gianni Letta e Silvio Berlusconi. 'E' meglio concentrare l'intervento sull'Irpef, in questo modo evitiamo le proteste dei sindacati', sarebbe stato in sostanza l'auspicio di Tremonti, che in questo modo da l'impressione di aver lasciato in tasca piu' soldi alle famiglie (almeno quelle dei percettori di reddito da lavoro autonomo o possessori di seconde e terze case) e offre una boccata d'ossigeno - questa si' - all'universo delle partite Iva con scarsa liquidita' per via della crisi.
Per i conti pubblici c'e' poi un effetto 'maquillage': si peggiora un po' il deficit di quest'anno, ampiamente compromesso dalla crisi, e si sposta al 2010 una somma che potrebbe essere utile per finanziare altre misure, magari a ridosso delle elezioni regionali di primavera. Le associazioni di categoria plaudono, anche se avrebbero preferito una moratoria sugli studi di settore, ovvero i parametri in base ai quali sono stabiliti i minimi di reddito degli autonomi o - in alternativa - il promesso mini-taglio dell'Irap sul costo del lavoro delle piccole imprese. Secondo le indiscrezioni che filtrano dal governo quest'ultima e' ormai accantonata: a conti fatti, Tremonti ha fatto sapere di non essere in grado di introdurre tagli strutturali delle tasse. E che quell'ipotesi, benche' limitata nei costi, sarebbe passata inosservata. Meglio, a suo dire, una dilazione d'imposta.
Il complicato poker fiscale di Tremonti potrebbe non essere finito qui. Dentro la Finanziaria, sulla quale ieri al Senato si e' consumata un'altra marcia indietro su un pacchetto di emendamenti di spesa, potrebbero trovare spazio entro la fine del mese - quando la manovra sara' all'esame della Camera - altre misure".

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