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13 nov. - "L'ordine del giorno del consiglio dei ministri di ieri mattina non lasciava spazio a dubbi: 'Disposizioni in tema di differimento del versamento dell'acconto dell'Ires e dell'Irap'. Come accaduto l'anno scorso, il governo era intenzionato a concedere per decreto un piccolo differimento al 2010 sul 2-3% delle imposte dovute il 30 novembre. A parte un corpo a corpo Tremonti-Brunetta sulla riforma che quest'ultimo e' poi riuscito a strappare - si legge sulla STAMPA -, la riunione e' filata via liscia, con il mandato a Tremonti di mettere a punto i dettagli. Le indiscrezioni davano per certa la misura, poi, nel pomeriggio, a consiglio finito da ore, il colpo di scena: niente mini-taglio dell'acconto Ires e Irap, il governo punta tutto su una cospicua dilazione dell'Irpef.
Chi entro il 30 novembre avrebbe dovuto versare il 99%,
versera' il 20% in meno. Niente sconto dunque per grandi aziende,
societa' di capitali e cooperative, il governo concentra l'attenzione
su lavoratori autonomi, commercianti, professionisti, aziende
individuali e partite Iva, ed in generale tutti i soggetti che
compilano il modello 'Unico'. Circa 3,8 miliardi di entrate previste
per il 2009 slittano al 2010.
'E' una cifra importante che lascia piu'
liquidita' nelle tasche della gente', dice il portavoce di Palazzo
Chigi Paolo Bonaiuti. Non e' pero' uno sconto fiscale, ne' una
detassazione della tredicesima, come avrebbe voluto il premier. Si
tratta di una dilazione di una parte del dovuto fino a nuovo ordine,
con tutta probabilita' giugno dell'anno prossimo. Le indiscrezioni
raccontano che la decisione sarebbe maturata a margine del consiglio
dei ministri in un incontro faccia a faccia - alcuni lo definiscono
'teso' - fra Giulio Tremonti, Gianni Letta e Silvio Berlusconi. 'E'
meglio concentrare l'intervento sull'Irpef, in questo modo evitiamo le
proteste dei sindacati', sarebbe stato in sostanza l'auspicio di
Tremonti, che in questo modo da l'impressione di aver lasciato in tasca
piu' soldi alle famiglie (almeno quelle dei percettori di reddito da
lavoro autonomo o possessori di seconde e terze case) e offre una
boccata d'ossigeno - questa si' - all'universo delle partite Iva con
scarsa liquidita' per via della crisi.
Per i conti pubblici c'e' poi un
effetto 'maquillage': si peggiora un po' il deficit di quest'anno,
ampiamente compromesso dalla crisi, e si sposta al 2010 una somma che
potrebbe essere utile per finanziare altre misure, magari a ridosso
delle elezioni regionali di primavera. Le associazioni di categoria
plaudono, anche se avrebbero preferito una moratoria sugli studi di
settore, ovvero i parametri in base ai quali sono stabiliti i minimi di
reddito degli autonomi o - in alternativa - il promesso mini-taglio
dell'Irap sul costo del lavoro delle piccole imprese. Secondo le
indiscrezioni che filtrano dal governo quest'ultima e' ormai
accantonata: a conti fatti, Tremonti ha fatto sapere di non essere in
grado di introdurre tagli strutturali delle tasse. E che quell'ipotesi,
benche' limitata nei costi, sarebbe passata inosservata. Meglio, a suo
dire, una dilazione d'imposta.
Il complicato poker fiscale di Tremonti
potrebbe non essere finito qui. Dentro la Finanziaria, sulla quale ieri
al Senato si e' consumata un'altra marcia indietro su un pacchetto di
emendamenti di spesa, potrebbero trovare spazio entro la fine del mese
- quando la manovra sara' all'esame della Camera - altre misure".
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