09 Febbraio 2010 17:17

Abbiamo 157 visitatori online

Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
ultimo aggiornamento: meno di un minuto fa

ABORTO: ARRIVA LA RU486 TRA FAVOREVOLI E CONTRARI - le reazioni

111AAANUOVOCLANDESTINO/IMMAGINI/ru_486_02.jpg
31 lug. - Arriva in Italia la pillola abortiva Ru486. Il via libera dall'Agenzia italiana del farmaco è giunto con una decisione presa a maggioranza, quattro contro uno. Il Consiglio di amministrazione dell'Aifa ha così approvato l'immissione in commercio del farmaco che viene già commercializzato in altri Paesi.
TURCO, FINALMENTE SCONFITTA BARUFFA IDEOLOGICA - "L'importante decisione dell'Aifa sulla pillola Ru 486 e' la conclusione di un rigoroso iter istruttorio iniziato due anni fa, durante il quale sono stati valutati scrupolosamente gli aspetti medici e la compatibilita' dell'uso del farmaco con la legislazione italiana". Lo dice Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.
"Finalmente - prosegue Turco - anche nel nostro paese si rispettano i ruoli della politica che fa la sua parte, e gli organismi tecnico scientifici che fanno la loro. Sono contenta di poter rivendicare di aver dato da ministro della Sanita' il mio contributo al raggiungimento di questo risultato. Spero che adesso finisca la crociata contro un farmaco che in realta' era una crociata contro le donne e i medici. Il timore di privatizzare e banalizzare l'interruzione di gravidanza e di lasciare le donne sole nascondeva la sfiducia nei confronti delle stesse donne e dei medici. Ora e' necessario garantire che questa metodica abortiva sia utilizzata nel modo piu' appropriato e nell'ambito della legge 194. Per questo mi auguro che il ministero della Salute definisca insieme alle Regioni delle linee guida per garantire una presa in carico adeguata su tutto il territorio nazionale".
RONCONI (UDC): E' INCOMPATIBILE CON LA LEGGE 194 - "La RU 486, al di la' della sperimentazione farmacologica, e' illegale in Italia. L'introduzione della pillola abortiva e' incompatibile con la legge 194 che, preesistendo, rende illegittima l'introduzione della RU 486". E' quanto dichiara Maurizio Ronconi, responsabile nazionale Enti locali dell'Udc.
"La RU 486 confligge con la legge 194 - aggiunge perche' questa ultima ha introdotto il concetto prevalente di prevenzione e di convincimento della donna ad evitare l'aborto mentre la RU 486 e' di per se', al di la' della pericolosita' dell'uso, un metodo domiciliare e facilitante l'aborto e comunque un metodo che induce nella convinzione che trattasi di un procedimento prevalentemente anticoncezionale piu' che abortivo".
BONIVER (PDL), C'E' CONTROLLO MEDICO STOP A POLEMICHE  - "Il via libera dell'Aifa all'uso della RU 486, la pillola abortiva, nella strutture ospedaliere italiane chiude una lunghissima fase di perplessita' che ha caratterizzato il dibattito politico nel nostro Paese. La pillola, che e' un alternativa all'aborto chirurgico, viene usata in quasi tutti i paesi europei dagli anni 80.
Dopo la rassicurante informativa sull'ulteriore calo degli aborti in Italia, fornita al Parlamento pochi giorni fa, ci auguriamo che le obiezioni che provengono da autorevoli esponenti delle gerarchie ecclesiastiche non incidano piu' di tanto sull'alternativa all'interruzione della gravidanza chirurgica. Se aborto deve esserci, naturalmente noi siamo favorevoli ad una prevenzione che a quest'ultima ipotesi, questo avvenga in casi rari, precoci ma anche in piena sicurezza. La pillola non potra' essere venduta in farmacia, ma somministrata con le apposite garanzie in day hospital e questo credo dovrebbe porre fine a molte polemiche". Lo ha detto Margherita Boniver, deputato del PDL e Presidente del Comitato Schengen.
COLOZZI (AIFA), ECCO PERCHE' HO VOTATO 'NO' A RU486 - Ho votato 'no' alla RU 486 non solo per una posizione ideale: a mio giudizio, infatti, e' assolutamente inconcepibile definire farmaco un prodotto che ha come unico effetto la soppressione di un altro essere vivente diverso da chi assume il farmaco stesso. C'e' di piu': il mio no convinto e' stato determinato soprattutto dalla consapevolezza che questo nuovo strumento abortivo, messo a disposizione dal nostro sistema sanitario, dara' meno garanzie e procurera' piu' danni alle donne che ne faranno uso rispetto all'intervento chirurgico, gia' traumatico di per se'.
Lo sostiene Romano Colozzi, esponente del Consiglio di amministrazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco ed assessore alle Finanze della Lombardia, spiegando i motivi che lo hanno indotto ad esprimere un voto negativo all'introduzione in Italia della RU486 nel corso della riunione del Cda di ieri sera.
RADICALI: LA PIU' GRANDE AFFERMAZIONE IN TEMA DI DIRITTI CIVILI - "Si tratta della piu' grande affermazione in tema di diritti civili, in Italia, dal 1993, quando un referendum radicale permise l'abolizione delle pene detentive per i consumatori di droghe".
Lo dichiarano Bruno Mellano (presidente di Radicali italiani) e Igor Boni (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta in riferimento all'autorizzazione da parte dell'Aifa della commercializzazione della pillola abortiva Ru 486. "E' una vittoria radicale; radicali erano i consiglieri regionali Carmelo Palma e Bruno Mellano che, nel lontano novembre 2000, interrogarono l'allora assessore regionale alla Sanita' del Piemonte, Antonio D'Ambrosio (AN), chiedendo "se esista una qualche direttiva regionale o nazionale che impedisce il ricorso generalizzato all'aborto farmacologico" (D'Ambrosio rispose negativamente); radicale e' Silvio Viale, il ginecologo dell'Ospedale S. Anna di Torino che il 29 gennaio 2001 richiese al suo Ospedale la possibilita' di attuare aborti con la RU486 e che nel settembre 2005, primo in Italia, inizio' a somministrare la pillola abortiva alle donne; l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta (di cui Viale e' presidente), fin dalla sua costituzione, ha supportato il Dr. Viale nella sua iniziativa, che, ricordiamolo, ha dovuto fronteggiare gli attacchi di due ministri della Sanita' del centro-destra, prima Girolamo Sirchia e poi Francesco Storace.. e Viale e' stato anche indagato dalla Procura della Repubblica di Torino, che ha accertato la correttezza del suo operato".
MURA(IDV), VIA LIBERA CI METTE AL PASSO CON EUROPA - "Il via libera dell'Aifa alla R.U. 486 ci mette finalmente al passo con il resto d'Europa. Le donne che si troveranno costrette a ricorrere all'interruzione di gravidanza ora potranno sceglie di avvalersi di una tecnica farmacologia sicuramente molto meno invasiva dell'intervento chirurgico". Lo dichiara Silvana Mura deputata di Idv e membro della commissione affari sociali. "La decisione dell'Aifa chiude un lungo iter di natura esclusivamente tecnica che ha accertato che la pillola RU 486 puo' essere somministrata senza pericolo negli ospedali italiani. Le polemiche e le crociate che si stanno immediatamente scatenando non hanno ragione di esistere e si basano solo su motivazioni di natura politico-ideologica, ma soprattutto hanno molto poco a che vedere con i diritti di una donna che si trova a dover effettuare una scelta drammatica come quella di interrompere una gravidanza".
NEGRI (PD) ESULTA: MERITO DI SILVIO VIALE  - "Nel giorno della definitiva approvazione dell'uso della pillola RU 486, nei rigorosi vincoli della legge 194, il mio pensiero va alla coraggiosa iniziativa della sinistra piemontese, dei radicali, e del ginecologo Silvio Viale, oggi esponente dei Radicali, che inizio' nel 2005 la sperimentazione all'Ospedale Sant'Anna a Torino, e all'apertura intellettuale dell'allora Assessore alla Sanita' della Regione Piemonte D'Ambrosio, del centro-destra, che non la ostacolo'". A dichiararlo e' la senatrice del Pd, Magda Negri. Per Negri si tratta di "un momento felice di intesa fra le forze di diverso orientamento culturale, ma tutte rispettose della laicita' e della salute delle donne".
MELONI, CHE BRUTTA ITALIA QUELLA CHE FESTEGGIA - "Che brutta Italia, quella in cui si festeggia un nuovo 'rivoluzionario' metodo per sopprimere la vita". E' quanto afferma il ministro della Gioventu', Giorgia Meloni in una nota. "Ammesso che siano fugati i dubbi sulla pericolosita' di questa pillola, e spero sia davvero cosi', altrimenti l'Aifa avrebbe delle responsabilita' enormi sulle potenziali conseguenze per le donne italiane, resta la totale negativita' del messaggio culturale ricompreso nella diffusione della Ru 486. Continuiamo a preoccuparci politicamente e a speculare economicamente su come impedire la vita nella maniera piu' redditizia, comoda e indolore possibile, piuttosto che occuparci seriamente di come favorirla. Non credo affatto che sia questo il testimone migliore di saggezza da lasciare in eredita' alle giovani generazioni".
FERRERO, OSCURANTISTA TENTATIVO DI VIETARLA - "L'ingerenza del Vaticano e del governo italiano, attraverso il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che mira a vietare la possibilita' di utilizzare la pillola abortiva RU 486 da parte delle donne italiane e' un fatto gravissimo e inaccettabile in qualsiasi stato laico del mondo, e degno solo di una Repubblica islamica e degli ayatollah, ma soprattutto e' vergognoso perche' fatto sulla pelle e in particolare sul corpo delle donne, che hanno tutto il diritto di poter scegliere liberamente se abortire o meno. Il problema e' che il Vaticano e il governo, suo degno compare integralista e oscurantista, non possono accettare anche solo l'idea che le donne possono abortire con sofferenza". Lo afferma in una nota il segretario del Prc-Se Paolo Ferrero.
ONDA, RU486 MENO PERICOLOSA E OFFRE LIBERTA' DI SCELTA-MERZAGORA, MA ORA INFORMARE CORRETTAMENTE LE DONNE - "La Ru 486, gia' utilizzata in molti Paesi non solo europei, consente di non essere sottoposte a intervento chirurgico e rende, se possibile, meno faticoso il percorso" dell'interruzione di gravidanza. Ne e' convinta Francesca Merzagora, presidente dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda). Si tratta, ribadisce, "di uno strumento meno pericoloso per la salute femminile e offre alla donna la liberta' di scelta". L'autorizzazione dell'Aifa alla commercializzazione in Italia della pillola, conclude, "non puo' che essere accolta favorevolmente da Onda. La scelta di interrompere una gravidanza rappresenta per ogni donna un momento drammatico nella propria esistenza, che deve essere ponderato e deciso in piena liberta' individuale. Si tratta ora di informare bene la popolazione su questa nuova possibilita' e sui suoi corretti modi di utilizzo".
D'AVACK (CNB), DIFFICILE CHE RU486 DERESPONSABILIZZI DONNE - AL DI LA' POLEMICHE, VIA LIBERA AIFA CONFERMA CHE FARMACO E' SICURO - "Non credo che l'introduzione della Ru486 possa deresponsabilizzare le donne da una scelta dolorosissima qual e' quella dell'aborto". Lorenzo D'Avack, giurista e vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), commenta cosi'  il via libera del Cda dell'Agenzia italiana del farmaco alla cosiddetta pillola abortiva. Ma, ci tiene a precisare D'Avack, "parlo a titolo meramente personale, perche' il Cnb non ha mai espresso pareri in merito".
"Al di la' delle polemiche e del dibattito etico - prosegue - quel che mi sento di dire e' che se l'Aifa ha dato il proprio via libera, evidentemente ha certezze concrete sulla sicurezza del farmaco. Del resto - fa notare - in altri Paesi e' in commercio da molti anni, e anche in Italia e' stata sperimentata in diversi ospedali. Qualsiasi giudizio - prosegue - deve muovere dalla certezza dei dati scientifici di cui si dispone. E credo, pertanto, che si debba rassicurare e tranquillizzare sulla sicurezza della Ru". A maggior ragione alla luce del fatto che "verra' utilizzata esclusivamente in ospedale attenendosi, ne sono certo, a protocolli rigorosi. Del resto - sottolinea - la 194", il provvedimento che regola l'interruzione volontaria della gravidanza in Italia, "esiste, e' un dato di fatto". Quanto alle dure critiche arrivate dal Vaticano al semaforo verde dell'Aifa, "la Chiesa - riconosce D'Avack - fa il suo lavoro. E' ovvio che sia contraria alla Ru e all'aborto piu' in generale. E' lecito che porti avanti le sue battaglie".
CAPPATO: BRUTTA NOTIZIA PER FANATICI CHIRURGO - "Finalmente equiparate donne italiane a quelle dei Paesi civili" - Gli esponenti del Partito radicale sono fra quanti accolgono con favore la decisione dell'Agenzia per il farmaco di dare il via libera alla 'pillola del giorno dopo'. "Da una quarantina d'anni - sottolinea in una nota Marco Cappato, segretario dell`Associazione Luca Coscioni - i Radicali sono riusciti a governare il problema aborto attraverso la strada della legalizzazione e del controllo. Quello che ancora rimane da fare riguarda l'informazione sessuale e la contraccezione, oltre alla lotta contro l'imposizione di coscienza praticata dai falsi obiettori in giro per la penisola".
"La possibilità di utilizzare anche in Italia la pillola Ru486 - avverte Cappato - arriva dopo anni di lotta del ginecologo radicale Silvio Viale, e rappresenta finalmente l'equiparazione delle donne italiane a quelli dei Paesi civili nei quali la pillola Ru486 è utilizzata da molti anni. L'atto dovuto con il quale l'Aifa dà il via libera al farmaco sarà certamente boicottato dal regime clericale che detta legge in molti ospedali italiani. Come Radicali dell'associazione Luca Coscioni vigileremo denunciando ogni scorrettezza che ci sarà segnalata. Certamente - conclude l'esponente radicale - oggi è una brutta notizia per i fanatici dell'aborto chirurgico, quelli che preferiscono l'intervento perché 'non banalizzante', ben felici di farne pagare il prezzo alle donne che hanno deciso di abortire".
<-> Share
Text Size Text Size Text Size Down Text Size Up
 
< Prec.   Pros. >
Torna su >>

Ekma ricerche: gli occhi del futuro

foto_monitor_ekma.jpg

monitor-citta.jpg

monitor-provincia.jpg

Siti istituzionali

Presidenza del consiglio dei ministri

Ministero dell'istruzione

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ministero delle Pari Opportunità

Vetrina

opinion.jpg

tg5.png

vr.jpg

logo la destra news

radioradicale.png




 

 

La testata giornalistica online "clandestinoweb.com" risulta iscritta con ordinanza del Presidente del Presidente del Tribunale dell'8/05/09 al n.4/2009 del registro Registro Stampa di questo Tribunale.