|
09 feb. - “Noi in Italia spendiamo molto per le pensioni dei padri e quasi nulla per i giovani che devono costruirsi il loro futuro. Iniquo è scaricare sui giovani il welfare del padre. Sarebbe più giusto aiutare i giovani, credo che le risorse si possono trovare”. Così il ministro alla PA e candidato sindaco a Venezia, Renato Brunetta, sulle dichiarazioni di un Welfare malato di qualche giorno fa, intervenendo a “Mattino5” intervistato da Claudio Brachino. “Io per aver detto queste cose di buon senso me ne han detto di tutti i colori – ha aggiunto -. La nostra società è molto ingiusta e squilibrata. Ho detto queste cose da economista, persona e ministro. So che ci sono problemi contingenti come Fiat e Alcoa, ma possiamo riflettere su genitori-figli”.
E sull’altra affermazione da lui detta sui 500 euro da
dare ai giovani ha detto col sorriso. “Quella dei politici, in più
professori, è una brutta razza, ma i giornalisti!”. “Borse di studio,
prestito d’onore, affitti, mettersi in proprio (credito agevolato):
questo era il senso dei 500 euro ai giovani”, ha ribadito il ministro
Brunetta, autore del libro “Sud. Un sogno possibile”.
“Ci sono 150
vertenze industriali sul tavolo di Scajola – ha osservato affrontando
il tema economia - . Dopo la crisi molte aziende hanno deciso di
ristrutturare e anche chiudere. Ma ci sono responsabilità verso
lavoratori e territorio a cui bisogna dare un’alternativa. È questo il
sentiero su cui stiamo lavorando”. E sulla situazione dell’Italia in
particolare ha aggiunto: “In questo momento ci sono alcuni paesi amici,
Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda, sull’orlo della bancarotta. Non
c’è l’Italia perché ha gestito bene la finanza pubblica. Se avessimo
dato retto a Bersani saremmo stati a loro livello. Abbiamo saputo
tenere la barra ritta. Merito degli italiani, dei lavoratori, delle
imprese e di questo governo, non certamente dell’opposizione”.
Perché
corre da sindaco di Venezia? “Venezia – ha detto Brunetta - è in
declino da 200 anni almeno, da quando ha perso il ruolo di baricentro.
Si può invertire questa tendenza? Credo di sì. Il mio sogno è di
riportare nuovi veneziani a Venezia. Aumentare la popolazione,
costruendo un futuro per i giovani. Venezia non deve essere più città
cartolina, ma bella da vivere per i propri cittadini. Questa è la mia
bellissima follia. Sono veneziano, figlio del popolo”.
Si riconosce
nella definizione datale di “fantuttone”? “Io credo di essere un
generoso – ha concluso Brunetta -, non sopporto i giornalisti radical
chic come Merlo che ha inventato questa definizione. Io ragiono col
cuore”.
|