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Ultimo aggiornamento: 16.10.2008 ore 06:30
BERLUSCONI, il "diktat di Roccaraso": Tratto solo se si stoppa la riforma tv Stampa E-mail
14/01/2008
14 gen. - Berlusconi sulla legge elettorale Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha che non tratterà con il centrosinistra sulla riforma della legge elettorale qualora il governo porti avanti il ddl Gentiloni sulla riforma tv. "Non potremmo trattare con forze politiche che mettessero in atto una decisione criminale come il disegno di legge Gentiloni: non ci sarebbe nessuna possibilità di dialogo con chi agisse in questo modo"

berlusca14picc.jpgHa detto l'ex premier in collegamento telefonico con 'Neveazzurra', la kermesse di Forza Italia in corso a Roccaraso.

In una lunga intervista al Corriere della Sera il leader del Pd Walter Veltroni aveva detto che non è possibile fare una riforma elettorale senza l'apporto di Berlusconi. "Gli interlocutori sono quello che sono, non si scelgono. La domanda che mi faccio è: si può riscrivere la legge elettorale senza Berlusconi, senza il partito che con il nostro è il più grande d'Italia? Non si può".

Berlusconi da Roccaraso ha detto inoltre di essere contrario ad una riforma che vada nel senso del sistema elettorale tedesco. "Il sistema tedesco non va bene, sarebbe un ritorno indietro al passato, verrebbe sottratta ai cittadini la possibilità di scegliere il premier e il governo", ha detto, sottolineando che "la governabilità è cosa necessaria e che lo sbarramento più elevato è, meglio è: uno sbarramento del 5% è il minimo che si deve avere".

Il leader azzurro anche affermato che una priorità della riforma deve essere quella di "eliminare il frazionamento eccessivo, che rende impossibile il governo ed espone i grandi partiti ai ricatti delle ali estreme" PDL: BERLUSCONI "SONDAGGI CI VEDONO GIA' AL 40%"

REAZIONI

MONACO: NO AL DOPPIO RICATTO DI BERLUSCONI "Sappiamo distinguere. Il nostro dissenso su leggi elettorali a impianto proporzionale attiene a un altro piano. Ma il Pd e tutta l'Unione devono respingere il doppio ricatto di Berlusconi: la pretesa di elezioni subito e l'archiviazione della legge Gentiloni, bollata come criminale". Lo afferma il parlamentare del Pd, Franco Monaco, che aggiunge: "Non siamo noi, è Berlusconi che confonde i piani e, come sempre, privilegia gli affari suoi. Abbiamo precisi impegni con gli elettori. Il paradosso sarebbe portare a casa una cattiva legge elettorale e, per di più, tenerci il sistema tv che fa comodo a lui. Questo s sarebbe un inciucio tutto a perdere

PRC: PER NOI RIFORMA E' SLEGATA DA LEGGE SULLE TV  No di Rifondazione Comunista ad ogni collegamento fra riforma elettorale e del settore tv, con un un invito all'Udeur di Clemente Mastella ad allargare il fornte proporzionalista che lavora sulla bozza Bianco, anzichŠ attaccare il nuovo asse Prc-Udc-Sd "Non comprendo le proteste suscitate dall'incontro tra Rifondazione e Udc sulla legge elettorale, così come non capisco perchè‚ Berlusconi oggi ponga un aut aut sulla medesima chiedendo il ritiro della legge Gentiloni e quella sul conflitto di interessi, perch‚ il suo partito tratti - dice il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena. "Per quanto riguarda Berlusconi- sottolionea- mi sembra ovvio che il tavolo delle riforme debba essere separato e non possa essere condizionato, come lui vorrebbe, da altre istanze politiche. Noi siamo favorevoli alla legge Gentiloni e a quella sul conflitto di interessi ma non intendiamo discuterne insieme alla legge elettorale". "E' ovvio - dice invece Russo Spena a Mastella- che bisogna impedire che la riforma elettorale produca un sistema bipartitico e io personalmente non sono contrario alla proposta dell'Udeur. E' giusto pensare di abbassare il numero delle circoscrizioni e la soglia di sbarramento, per permettere al maggior numero di partiti di partecipare, salvaguardando però la capacità e possibilità di stabilire alleanze tra gli stessi"

PDCI, ORA SUBITO LEGGE SU CONFLITTO INTERESSI - "Come si fa a fare accordi sulla legge elettorale con chi ha una visione 'commerciale' della politica? A questa visione va risposto con i fatti concreti e non con accordicchi di basso profilo o inciuci. E' arrivato il momento di fare cio' che si e' promesso agli elettori: il conflitto di interessi e' un punto fondamentale del programma dell'Unione, non attuarlo sarebbe tradire un impegno solenne". Lo dice in una nota il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio, dopo le dichiarazioni del leader di FI Silvio Berlusconi. "Per questo motivo - aggiunge Sgobio - nella prossima conferenza dei capigruppo, chiederemo ufficialmente di calendarizzare, finalmente, questo provvedimento di civilta' e di democrazia. E' passato sin troppo tempo. Altro che legge criminosa, come sostiene l'ex premier...".

FINI, BENE BERLUSCONI ORA SI APPROFONDISCA - "L'intervento di Berlusconi e' doppiamente positivo per la sua contrarieta' al sistema elettorale tedesco, che lascia ai partiti le mani libere prima e dopo il voto, e per il suo ribadito si' al sistema elettorale francese, il semipresidenzialismo, da sempre scelta privilegiata di Alleanza nazionale". Lo dice il presidente di An, Gianfranco Fini in una nota. "Poiche' nella bozza Bianco il diavolo e' nei dettagli - aggiunge il leader di An - che poi tanto dettagli non sono (voto unico, voto disgiunto, circoscrizione unica nazionale o meno, modalita' di attribuzione dei seggi, soglia di sbarramento...) e' comunque opportuno approfondire la questione della legge elettorale e per quanto riguarda Alleanza nazionale e' doveroso farlo in uno spirito che salvaguardia il bipolarismo e l'unita' della coalizione di centrodestra".

PARISI: RESA A CONFLITTO INTERESSI SAREBBE TROPPO  - "Mi è già difficile capire come la paura del referendum possa essere così forte da spingere la dirigenza del Pd a cercare a tutti i costi un accordo con Berlusconi per il ritorno al proporzionale anche al prezzo di rovesciare in un colpo la linea politica che ha guidato tutta la stagione dell'Ulivo. Quello che mi sembrerebbe invece impossibile capire è come questa paura possa essere così forte da subire la condizione oggi esposta da Berlusconi e poi confermata da Biondi che dell'accordo possa far parte anche l'accantonamento della legge di regolazione del sistema televisivo proposta dal Governo". Lo afferma in una nota il ministro della Difesa Arturo Parisi. "Tornare al proporzionale - aggiunge - è già una enormità, aggiungerci anche la resa al conflitto di interessi è decisamente troppo. Ogni giorno che passa diventa sempre più chiaro perchè il cambiamento della linea del partito è stata finora sottratta a quel dibattito democratico che solo una convocazione urgente della Assemblea Costituente può garantire".

ANGIUS (PS), INACCETTABILE RICATTO DI BERLUSCONI - ''E' inaccettabile il ricatto dell'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi''. Questo il commento del vice presidente del Senato ed esponente del Partito socialista, Gavino Angius, commentando quanto detto da Silvio Berlusconi in collegamento telefonico all'iniziativa di Roccaraso. ''La riforma elettorale e le riforme istituzionali -prosegue Angius- sono troppo importanti per il progresso dell'Italia. Per cio', quando ci si misura con questi temi, si dovrebbe pensare innanzitutto, all'interesse generale del paese. Siamo convinti inoltre che la riforma del sistema radiotelevisivo sia uno di quei cambiamenti centrali al fine di rendere l'Italia realmente competitiva con gli altri grandi paesi europei. Avallare il ricatto di Silvio Berlusconi vorrebbe dire condannare l'Italia all'immobilismo anziche' consentirle di progredire''. ''Siamo alle solite -aggiunge-, Berlusconi in realta' vuole fare uno scambio: dare la disponibilita' alla riforma elettorale purche' governo e maggioranza non procedano ne' con la riforma del sistema radiotelevisivo ne' con la legge sul conflitto di interessi''.

BONAIUTI, MAI TIRATO IN BALLO DDL GENTILONI - "Il progetto anti-Mediaset del ministro Gentiloni rimane un obbrobrio giuridico e una operazione distruttiva, ma mai nessuno l'ha tirato ne' lo tirera' in ballo in questo tentativo di dare al nostro paese un sistema di voto ampiamente condiviso". Lo precisa Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, aggiungendo che resta la disponibilita' al dialogo dell'ex premier, gia' manifestata da tempo. "Ma quale resa al conflitto di interessi? - si legge in una nota - e' proprio vero che i prodiani non vogliono assolutamente l'accordo sulla legge elettorale". Lo dice in una nota Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi. "Con una ondata di dichiarazioni - aggiunge - stanno infatti cercando di collegare la disponibilita' sulla legge elettorale manifestata gia' da tempo dal presidente Berlusconi al progetto anti-Mediaset del ministro Gentiloni, che rimane si' un obbrobrio giuridico e una operazione distruttiva, ma che mai nessuno ha tirato ne' tirera' in ballo in questo tentativo di dare al nostro paese un sistema di voto ampiamente condiviso". "Questa distorsione della realta' non salvera' il governo Prodi - conclude - che si e' dimostrato incapace di affrontare qualunque problema: dal declino economico alle tasse, dalla sicurezza dei cittadini ai rifiuti"..

- PDL: BERLUSCONI "SONDAGGI CI VEDONO GIA' AL 40%

- Ritatta, "ddl/Gentiloni e riforme sono su 2 piani diversi". Ma che succede a SILVIO?

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