Di Monica Gasbarri – Dopo l’incontro di Matteo Renzi con Enrico Letta le indiscrezioni danno per certo l’avvicendamento a Palazzo Chigi. Sui quotidiani già impazza il totoministri e minuto dopo minuto cominciano a circolare nuovi nomi di futuri occupanti delle poltrone di governo. Ma osserviamo il quadro generale: la prima testa a saltare sarebbe quella di Laura Boldrini, che potrebbe essere sostituita da Dario Franceschini, gettonatissimo anche agli Interni e alla Cultura. A lui il duro compito di prendere un posto che “scotta”. Si andrebbe così a eliminare un elemento divisivo rispetto a un governo che passa così dalle larghe intese alle intese “diverse.

Da quanto si apprende, dovrebbero conservare la loro poltrona, Maurizio Lupi, Beatrice Lorenzin ed Emma Bonino (che sarebbe insidiata però da Enrico Letta). Tra le New Entry tanti giovani e molti imprenditori. Ma vediamo nel dettaglio quale potrebbe essere il volto del nuovo governo Renzi. Alcuni nomi ricorrono in diversi incarichi, altri sono delle vecchie conoscenze. Potrebbero avere un ruolo nel Governo sia Pippo Civati che il montiano Andrea Romano.

- PRESIDENZA DELLA CAMERA. Laura Boldrini, attuale presidente della Camera, potrebbe cedere il suo posto a Dario Franceschini che attualmente ricopre invece l’incarico di Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell’attività di governo. A lui, ex segretario del Partito Democratico, Renzi affiderebbe un ruolo delicatissimo e al centro della bufera.

- MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE. Altra poltrona che scotta, quella del Tesoro, attualmente occupata da Fabrizio Saccomanni, è contesa tra tre nomi: si tratta di Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica, di Tito Boeri, professore, l’economista italiano Lorenzo Binismaghi, Pier Carlo Padoan, il capo economista dell’Ocse.

- MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI. Il posto ora occupato da Enrico Giovannini, potrebbe andare all’ex segretario del Pd, Guglielmo Epifani. Anche per questo incarico però figurerebbero i nomi di Tito Boeri e di Andrea Guerra, oltre a quello di Marianna Madia.

- MINISTERO DELLE RIFORME. L’incarico che ora è affidato a  Gaetano Quagliariello, spetterebbe a Maria Elena Boschi che già ricopre un incarico importante all’interno della segreteria del Partito Democratico.

- MINISTERO DELLA DIFESA. Mario Mauro, che nel governo di Enrico Letta aveva ricoperto l’incarico, potrebbe essere sostituito da una donna. I nomi che circolano sono quelli di Federica Mogherini

- MINISTERO DEGLI INTERNI. Angelino Alfano, che rimarrebbe vicepresidente del consiglio, non continuerebbe più a ricoprire l’incarico di Ministro degli Interni che passerebbe invece a Graziano Delrio o a Dario Franceschini, già membri del governo di Enrico Letta.

- MINISTERO DEGLI ESTERI. Al dicastero degli Esteri verrebbe con buona probabilità riconfermata Emma Bonino, ma circolerebbe anche il nome di Enrico Letta, per un incarico di grande prestigio.

- MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. In pole position come guardasigilli figurerebbe Michele Vietti, vicepresidente del Csm. andrebbe a prendere il posto di Annamaria Cancellieri.

- RAPPORTI COL PARLAMENTO. Il posto ora occupato da Dario Franceschini, che verrebbe spostato ad altro incarico, dovrebbe essere preso da Roberto Giachetti, attuale vicepresidente della Camera.

- MINISTERO DELLA CULTURA. Al posto di Maria Chiara Carrozza, Matteo Renzi potrebbe scegliere tra il giornalista Paolo Mieli, lo scrittore Alessandro Baricco. Anche per il dicastero della cultura si parla del nome di Dario Franceschini.

-  SALUTE, AMBIENTE E TRASPORTI. I tre dicasteri occupati da Beatrice Lorenzin, Andrea Orlando e Maurizio Lupi non dovrebbero subire variazioni di sorta. Rimarrebbero dunque in mano  ai titolari che già erano stati indicati da Enrico Letta.

- SVILUPPO ECONOMICO.  Il Ministero in mano a Flavio Zanonato, dovrebbe essere occupato da Maurizio Martina, o da Andrea Guerra.

- MINISTERO DELL’AGRICOLTURA. Per il Ministero che è stato di Nunzia De Girolamo, e che ora è occupato ad interim da Enrico Letta, circolerebbe il nome di Oscar Farinetti, il patron di Eataly.

- INFRASTRUTTURE E COESIONE TERRITORIALE. Per le infrastrutture circola il nome di Michele Emiliano, sindaco di Bari in forza al Partito Democratico. Mentre per la coesione territoriale potrebbe tornare in auge Fabrizio Barca, che già aveva ricoperto questo incarico per il governo di Mario Monti.