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09 feb. - C'e' maretta oggi tra Emma Marcegaglia e il ministro Altero Matteoli sul tema delle infrastrutture. Dalla "Mobility Exibition 2010", oggi in Assolombarda, la leader di Confindustria ha richiamato a un alleggerimento della burocrazia e delle modalita' di decisione sulle opere pubbliche e ha chiesto piu' finanziamenti. Piccata la reazione del titolare dei Trasporti: "Si puo' fare di piu' e di meglio e ci proveremo - ha risposto - pero' ho la sensazione che Marcegaglia abbia visto un altro film". Ma andiamo con ordine. "Dal 2005 a oggi gli investimenti in infrastrutture sono calati" e per il 2010 le previsioni "sono in ulteriore discesa", ha detto la top manager da Milano, "quindi abbiamo bisogno di una dotazione di finanza pubblica maggiore".
Secondo la numero uno di viale dell'Astronomia non e'
vero che "piu' di cosi' non si puo' fare. Occorre ridurre la spesa
pubblica improduttiva e reperire ulteriori risorse per investire in
infrastrutture". In piu' serve attuare una "semplificazione per
consentire una maggiore presenza anche dei fondi privati e del project
financing, che nel nostro Paese non riesce ad andare avanti".
Certo
"molte cose il Governo le ha fatto - ha ammesso Marcegaglia - ma
abbiamo bisogno soprattutto di cambiare la burocrazia e le modalita' di
decisione", con riferimento in particolare alla "gestione del
consenso".
Questo perche' "ancora oggi spese fondamentali vengono
spesso bloccate dai 'comitati del no'. Occorre saper gestire meglio
questo meccanismo - ha chiosato - cosi' come fanno in altri paesi dove
si discute, si ragiona, ma poi in tempi precisi viene presa una
decisione, sia essa positiva o negativa".
Ma Matteoli non ci sta e alle
parole della Marcegaglia ha replicato punto su punto.
"L'esecutivo ha
avviato con successo la semplificazione delle procedure amministrative
velocizzando la realizzazione delle opere pubbliche - ha detto il
ministro -. Ha coinvolto, con altrettanto successo, i privati
agevolando l'utilizzo del project financing, facendo cosi' ripartire la
macchina delle infrastrutture inceppata dopo due anni di stasi
politica.
Ora le grandi, medie e piccole opere sono partite ed altri
cantieri continueranno ad aprirsi. Cosi' come, e' il caso della
Torino-Lione, abbiamo fatto passi in avanti coinvolgendo i territori e
le popolazioni nel processo decisionale per evitare blocchi a causa dei
dissidenti ideologizzati. Dove e' stato necessario abbiamo nominato i
Commissari Straordinari. Poi e' ovvio che si possa fare di piu' - ha
concluso Matteoli - e ci proveremo".
Ma sulle infrastrutture oggi sono
scoppiate polemiche anche tra Claudio Scajola e il Governatore del
Piemonte Mercedes Bresso. Una dichiarazione del ministro dello Sviluppo
economico sull'importanza prioritaria del Terzo Valico ferroviario
sulla linea Genova-Rotterdam rispetto ad altre opere come il corridoio
5 Torino-Frejus, ma solo "se si dovesse giungere a una scelta per
questioni economiche", ha scatenato la reazione risentita di Bresso.
"Le affermazioni del ministro Scajola sono sconcertanti e, una volta di
piu', rivelatrici del pensiero del governo italiano e della destra di
questo Paese", ha osservato la presidente del Piemonte, Mercedes
Bresso, "non esiste affatto un'ipotesi di scelta in alternativa".
Parole che hanno costretto Scajola a una nota ufficiale per smentire
"la strumentalizzazione" sul suo pensiero. "La mia dichiarazione - ha
puntualizzato il ministro - e' stata letta da Bresso e da altri
esponenti della sinistra piemontese come una contrarieta' alla
Torino-Lione. E' invece vero l'esatto contrario. Il precedente Governo
Berlusconi nel 2001-2002 aveva inserito sia la Torino-Lione sia il
Terzo Valico tra le opere prioritarie per il Paese. Poi il governo
Prodi aveva rallentato la Torino-Lione e cancellato del tutto il Terzo
Valico".
Ora "il governo Berlusconi", ha concluso Scajola, "li ha
ripristinati e sta operando per realizzarli entrambi. Non mi nascondo
le difficolta' di assicurare le risorse necessarie, ma dovremo fare il
possibile per reperirle. Non c'e' competizione tra le due opere,
entrambe necessarie allo sviluppo del Paese".
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