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02 lug. - Perplessita' "sul ricorso a sanzioni penali a
carico dai giornalisti" sono state espresse dal presidente
dell'Autorita' garante per la protezione dei dati personali, Francesco
Pizzetti, "per quanto riguarda le nuove regole relative ai limiti della
pubblicabilita' delle informazioni acquisite e trattate dai giudici".
Secondo Pizzetti occorre una nuova disciplina anche se - aggiunge - "non tocca all'Autorita' fissare le regole che presiedono al rispetto della liberta' di informazione garantita dalla Costituzione, se non quando siano concretamente in discussione eventuali e puntuali violazioni della riservatezza dei cittadini".
A suo avviso infatti "non c'e' ragione di ritenere che la regolazione in via generale della liberta' di stampa abbia una diretta e immediata connessione con la tutela della privacy, che deve essere sempre valutata caso per caso".
Il Garante e' invece "stato spesso impegnato nello sforzo di trovare il corretto bilanciamento fra due diritti fondamentali delle societa' democratiche: quello ad informare e ad essere informati, e quello a veder tuttelata la propria riservatezza e la sfera piu' intima della vita privata".
Pizzetti ha sottolineato i "non pochi casi" che "hanno riguardato la tutela della dignita' delle persone, specialmente minori o vittime di reati, rispetto a un esercizio del diritto di cronaca esasperato e spesso non corretto". Il presidente ha rinnovato un appello perche' siano sempre rispettati codice deontologico, Carta di Treviso e soprattutto le degole della buona informazione e di "effettuare sempre una valutazione rigorosa sulla sussistenza o meno di un effettivo interesse pubblico alla diffusione" delle notizie.
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