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08 feb. - Benedetto XVI ha voluto associarsi oggi
ai vescovi italiani e al loro messaggio per la Giornata della
Vita: "La forza della vita, una sfida nella poverta'".
"Nell'attuale periodo di difficolta' economica - ha detto dopo
la preghiera dell'Angelus - diventano ancora piu' drammatici
quei meccanismi che, producendo poverta' e creando forti
disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo
soprattutto i piu' deboli e indifesi".
Secondo il Papa, "tale situazione, pertanto, impegna a
promuovere uno sviluppo umano integrale per superare
l'indigenza e il bisogno, e soprattutto ricorda che il fine
dell'uomo non e' il benessere, ma Dio stesso e che l'esistenza
umana va difesa e favorita in ogni suo stadio. Nessuno infatti
- ha scandito - e' padrone della propria vita, ma tutti siamo
chiamati a custodirla e rispettarla, dal momento del
concepimento fino al suo spegnersi naturale".
Salutando poi i militanti del Movimento per la Vita di
Roma, accompagnati in piazza San Pietro dal cardinale vicario
Agostino Vallini, il Pontefice ha espresso "apprezzamento per
coloro che piu' direttamente operano al servizio dei bambini,
dei malati e degli anziani". "saluto con affetto i molti
fedeli di Roma qui convenuti, guidati dal cardinale vicario e
da alcuni vescovi ausiliari". "La Diocesi di Roma - ha
ricordato Ratzinger - dedica speciale attenzione alla Giornata
per la Vita e la prolunga nella 'Settimana della vita e della
famiglia. Auguro - ha concluso - la buona riuscita di questa
iniziativa ed incoraggio l'attivita' dei consulto'ri, delle
associazioni e dei movimenti, come pure dei docenti
universitari, impegnati a sostegno della vita e della
famiglia".
"Nessuna difficolta' e' insuperabile" e
"un popolo che non riesce a difendere la vita deve a lungo
meditare sul suo processo di civilta'", ha sottolineato da
parte sua il card. Vallini, nell'omelia di una messa celebrata
nella parrocchia di Santa Maria in Traspontina in occasione
della Giornata della Vita. Secondo Vallini, "e' troppo facile
dire: 'Come si fa con la crisi? Conosco - ha aggiunto - donne
immigrate, sole, senza alcuna garanzia che di fronte ad
incentivi per liberarsi di un bambino hanno detto di no. Le
difficolta' non sono mai insuperabili - ha ricordato - e Dio ci
da' forza e coraggio. L'esperienza del cristiano deve essere
pubblica, visibile e coraggiosa: in ogni occasione egli deve
chiedersi cosa puo' fare per determinare il corso degli
eventi". Per questo, ha concluso il vicario di Roma, "la
Giornata della vita non deve essere una ricorrenza vuota, ma
ci ricorda che dovremmo fremere di fronte ad ogni bambino che
muore prima di nascere, perche' un popolo che non riesce a
salvare la vita deve a lungo meditare sul suo processo di
civilta'".
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