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02 lug - Migliaia di marines hanno dato il via a una
delle piu' vaste operazioni anti-talebane effettuate dall'esercito
americano nel sud dell'Afghanistan. Forze aeree e truppe di terra hanno
come obiettivo le roccaforti ribelli della provincia di Helmand in
vista delle attese elezioni del prossimo mese.
Un test ad alto rischio, quello rappresentato da questa missione, soprattutto per la nuova strategia del presidente Barack Obama. Decine di velivoli, oltre 4 mila soldati impegnati e 650 agenti di polizia locali. Queste le impressionanti cifre della piu' vasta operazione marines dal loro arrivo in Afghanistan.
''Cio' che rende diversa l'operazione Khanjar (colpo di spada) dalle precedenti e' l'enorme numero di forze introdotte e la velocita' del loro dispiegamento'', ha dichiarato il comandante Larry Nicholson.,ma anche ''la velocita''' dell'attacco ed il fatto che stavolta di punta a tenere le posizioni che verranno strappate ai ribelli islamici talebani: ''dove andremo, resteremo'', ha detto il capo della brigata ''Afghanistan'' dei Marines in missione nel tormentato paese asiatico.
Il riferimento, implicito, e' agli eventi due anni e mezzo fa: sul finire del 2006, mesi dopo essersi insediate nel distretto di Musa Qala, truppe britanniche era state costrette a ritirarsi a causa degli attacchi quotidiani dei Talebani che presero l'omonima citta' principale nel febbraio 2007 installandovi un'amministrazione-ombra.
La valle dell'Helmand, in cui si coltiva grano e oppio, e' controllata in gran parte dai ribelli talebani che hanno resistito per anni a forze Nato guidate dalla Gran Bretagna. Gli Usa, negli ultimi due mesi, hanno inviato nella provincia di Helmand 8.500 marines: e' stato il maggiore dispiegamento di forze nell'ambito dell'annunciato aumento di truppe Usa dai 32 mila uomini di inizio anno ai 68 mila previsti per la fine del 2009. L'Helmand e' la maggiore provincia afghana per estensione (poco piu' piccola dell'intera Irlanda) ed e' uno dei bastioni talebani nel sud dell'Afghanistan: vi si produce piu' della meta' dell'oppio afghano che ha sua volta alimenta il 90% del mercato mondiale dell'eroina. La popolazione della provincia e' soprattutto pashtun, il maggiore gruppo etnico afghano tradizionalmente dominante nel paese
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