|
11 giu. - La procura della Repubblica ha inviato avvisi di garanzia a quattro senatori siciliani perché ritenuti coinvolti nell'inchiesta sul tesoro accumulato illecitamente da Vito Ciancimino. Sono Carlo Vizzini (Pdl), Saverio Romano, Salvatore Cuffaro e Salvatore Cintola (Udc). I pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo accusano i parlamentari di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, aggravato dall'avere agevolato la mafia. L'inchiesta è scaturita - come ricorda oggi il Corriere della Sera - dalle più recenti dichiarazioni dell'ultimogenito di Ciancimino, Massimo, già condannato in primo grado a 5 anni e 8 mesi di carcere per riciclaggio dei soldi del padre.
Ciancimino avrebbe rivelato di avere utilizzato somme di
un conto corrente svizzero riconducibile al padre per pagare politici
che avrebbero facilitato l'aggiudicazione di appalti per la concessione
del gas ad una impresa di cui il padre era socio occulto. Di questi
pagamenti si sarebbe occupato il tributarista Gianni Lapis, condannato
anche lui nel processo per riciclaggio.
Il denaro prelevato dal conto
svizzero da un altro imputato condannato, l'avvocato romano Giorgio
Ghiron, sarebbe stato distribuito a Vizzini e, attraverso Cintola, a
Romano e Cuffaro. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati agli
indagati che si trovavano a Palermo e a Roma.
Per martedì sono fissati
gli interrogatori.
Secondo l'accusa il denaro proveniente da un conto svizzero in cui
affluiva parte del tesoro illecito di Vito Ciancimino, veniva
distribuito ai capi partito o ai capi corrente, che poi avevano il
compito di agevolare l'aggiudicazione degli appalti e la concessione
dei lavori per la metanizzazione nei vari paesi dell'isola.
A riscontro
delle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, ci sarebbero parziali
ammissioni del tributarista Lapis, ma anche documenti, intercettazioni
ambientali e telefoniche che per essere contestate ai senatori
indagati, dovranno prima essere trasmesse al Parlamento insieme alla
richiesta di utilizzazione.
VIZZINI, ESTRANEO MA MI DIMETTO DA COMMISSIONE ANTIMAFIA
- ''Ho ricevuto un'informazione di garanzia per corruzione con
l'aggravante dell'art. 7 in relazione alle vicende del cosiddetto
'Gruppo Gas' (Ciancimino-Lapis)''.
Lo dichiara il senatore del PdL,
Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari costituzionali. ''Ho
la serenita' - ha aggiunto Vizzini in una nota - di chi sa di essere
estraneo ad ipotesi di reato e di potere compiutamente rispondere ai
magistrati. Adesso si potra' fare luce sulle verita', mettendo fine al
lungo e spesso velenoso chiacchiericcio che negli ultimi mesi mi ha
accompagnato. Ho gia' detto e non ripeto quali sono stati i miei
rapporti e quali le persone mai conosciute, anche presentando formale
denuncia''.
''Vivo, tuttavia, l'amarezza di trovarmi in questa
condizione -ha aggiunto - dopo avere contrastato con forza la mafia, i
mafiosi ed i comitati d'affari. Ma proprio per questo devo essere
rigoroso e coerente con me stesso e dunque ho immediatamente rassegnato
le mie dimissioni dalla commissione parlamentare Antimafia,
riservandomi di assumere altre decisioni dopo che saro' stato sentito
dai magistrati. Ho sempre messo nel conto che la lotta alla mafia
avrebbe scatenato risentimenti gravi di cui ho avuto percezione anche
di recente, ma sono certo - ha concluso Vizzini - che c'e' una sede
nella quale si puo' essere tutelati dalla infamia ed a questa adesso mi
affido''.
|