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Ultimo aggiornamento: 21.11.2008 ore 12:15
20 anni fa i treni erano più veloci. Inchiesta Altroconsumo: Stampa E-mail
25/10/2007
L'indagine Altroconsumo, condotta tra giugno e luglio, ha coinvolto 1.180 treni nelle principali stazioni italiane ed ha messo a confronto gli orari, di ieri e di oggi, e si scopre che 20 anni fa i treni erano più veloci e non solo....

L'indagine è stata condotta nelle principali stazioni di Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli e Bari. Sono stati presi in esame la puntualità, la sicurezza, le macchinette obliteratrici, gli sportelli e le biglietterie self service.

Confrontando i tempi di percorrenza di oggi con quelli del 1987, l'Intercity 531 impiegava 5 ore e 5 minuti da Milano a Roma; oggi l'Ic 595 ne impiega 5 e 56.

"Vero è che gli Intercity di ieri sono gli Eurostar di oggi, afferma Maurizio Amerelli di Altroconsumo, ma spesso i primi continuano ad essere i più utilizzati dai pendolari che devono sobbarcarsi supplementi per viaggiare su treni declassati e regionali in tutto e per tutto".

Napoli e Torino sono le città con i treni più lenti: solo il 33%, infatti, rispetta gli orari; Milano, al contrario, è la stazione dove le carrozze arrivano più puntuali (68%).

Altroconsumo ha indagato anche sull'efficienza dei convogli: su 48 treni ispezionati, 38 presentavano almeno una porta guasta e, tra questi, 23 l'hanno avuta fuori uso per più giorni.

Le stazioni peggiori sono risultate essere Bari e Torino Porta Nuova; la migliore Bologna.

Secondo Mario Sebastiani, ex consigliere di amministrazione di Ferrovie, il problema dipende dal fatto che, per quanto riguarda le infrastrutture, in 50 anni si è fatto poco o nulla, a parte la direttissima Roma-Firenze e la Roma-Napoli. Il sistema ferroviario italiano è fermo alla prima guerra mondiale e i 16.000 km dilinea sono gli stessi degli inizi del Novecento.

Nel confronto europeo, sempre secondo Sebastiani, siamo sotto su tutti i fronti. Oltre al problema delle infrastrutture, c'è quello della congestione dei nodi e quello della scarsa capacità di gestire gli orari di punta. A questo si aggiunga che la velocità media è diminuita perché sulla rete ci sono, semplicemente, molti treni in più. (Corriere della Sera)

 

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