09 Febbraio 2010 15:58

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ultimo aggiornamento: meno di 8 minuti fa

SPAGNA: LA NUOVA LEGGE SULL'ABORTO CREA LA ROTTURA CON I VESCOVI

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15 mag. - Il governo monocolore socialista di José Luis Zapatero ha dato via libera al disegno di legge di riforma dell'aborto contro il quale si sono schierati duramente i vescovi spagnoli e le associazioni pro vita. L'esecutivo ha approvato in lettura preliminare il disegno di legge preparato dal ministro dell'uguaglianza Bibiana Aido, che concede ad ogni donna il diritto di decidere liberamente entro le 14 settimane di gravidanza se abortire o meno.
Dalla 14/a alla 22/a settimana l'aborto sarà possibile solo in caso di "grave rischio fisico o psichico" per la salute della donna o di malformazione del feto, constatati da due medici.
Al di là della 22/a settimana l'interruzione di gravidanza potrà intervenire solo in caso di"anomalia incompatibile con la vita" o di "malattia incurabile" del feto, su decisione di una commissione medica.
Bibiana Aido ha precisato che l'aborto dovrà essere "libero e gratuito", e poter essere praticato nelle strutture sanitarie pubbliche. Uno dei punti più duramente contestati del progetto di nuova normativa - che sarà sottoposto prima al consiglio di stato poi al parlamento - è quello che consente anche alle ragazze minorenni, fra i 16 e i 18 anni, la libertà di aborto senza che sia necessario il consenso dei genitori.
"Non capisco l'ossessione del governo che le adolescenti possano abortire senza il consenso dei genitori e senza il loro aiuto", ha protestato la capogruppo del Partido Popular, Soraya Saenz de Santamaria.
Nelle scorse settimane la Conferenza episcopale spagnola (Cee) aveva lanciato una campagna pubblicitaria contro la riforma, tappezzando la Spagna di manifesti per spiegare che le specie in via di estinzione, come la lince, sono meglio protette degli embrioni. Le associazioni pro-vita hanno convocato il mese scorso una grande manifestazione di protesta a Madrid.
"E' un progetto radicale ed estremista", ha tuonato Ignacio Arsuaga, presidente dell'associazione "Derecho a Vivir", che nei giorni scorsi ha chiesto all'istituto Sigma2 un sondaggio sulla riforma dell'aborto. Stando all'inchiesta il 40,5% della popolazione è contro la nuova legge, il 36,7% a favore.
Fra le donne la percentuale dei "no" è ancora più alta, il 43,1% contro il 34,3% dei pro. "Abbiamo dati diversi" ha replicato Aido, senza però fornire altre cifre.
Zapatero, rimasto senza maggioranza in parlamento dopo aver perso in marzo l'appoggio dei nazionalisti baschi moderati, punta sui pochi voti delle sinistre per fare passare la nuova legge.
Secondo diversi osservatori la presentazione del disegno di legge in questo momento di difficoltà per il governo punterebbe anche a compattare attorno all'esecutivo garantendone la tenuta il drappello di deputati di sinistra.
L'attuale legge sull'aborto, del 1985, lo consente solo in tre casi: stupro, malformazione del feto o rischio psicofisico per la salute della donna (senza limiti di tempo).
Quest'ultima clausola è invocata nel 98% dei 120 mila casi di aborto praticati ogni anno in Spagna, con in alcuni casi interventi praticati fino ai sette mesi in cliniche private di Madrid e Barcellona.
Commenti (2) >>
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scritto da domics, maggio 15, 2009

ovviamente trattandosi di zapatero a nessuno verrebbe in mente che sia una trovata per distrarre gli spagnoli dalla crisi economica e dalla disoccupazione al 17%... un modo meschino per ricompattare la sua base elettorale delusa dalle politiche economiche e anche migratorie...

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scritto da Franco, maggio 15, 2009

In Spagna la sinistra respinge i clandestini, fa rispettare la legge, fa politiche sociali, tiene a bada il clero in base al principio dello stato laico; in Italia la sinistra vuol sommergerci di immigrati (per ragioni di terzomondismo o semplicemente per rimpolpare la propria base elettorale), non riesce a formulare una politica coerente che sia una, si fa portavoce di ogni commento antigovernativo arrivi dal Vaticano (sempre che il governo non sia il suo).
In Spagna la sinistra è una forza di governo credibile. In Italia no.

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