| 21 gennaio 2008: ritorna DIARIO di Enrico Deaglio |
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| 18/12/2007 | |
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18 dic. - Diario sta per tornare in edicola. E intanto fa da
apripista un Tutto diario, cofanetto con due dvd in cui sono racchiusi
gli 11 anni di vita del settimanale diretto da Enrico Deaglio, più i
tre film-documentari che sono stati i suoi maggiori bestseller: Quando
c’era Silvio, Uccidete la democrazia e Gli imbroglioni.
Ma non è un regalo d’addio questa possibile strenna natalizia a 14,90 euro, con le sue 40 mila pagine indicizzate per ricerche.
È il segnale della nuova fase.
Quello che è stato un settimanale di inchieste, di forte battaglia sociale e culturale, sta trasformandosi in un quindicinale, difficile scommessa che verrà giocata a partire dal 21 gennaio.
In quella data esce infatti la nuovissima edizione, con il numero monografico dedicato alla memoria, che intercetta il 70° anniversario delle leggi razziali in Italia e propone anche un film sulla memoria del franchismo in Spagna.
Poi, dal 30, riprendono le pubblicazioni. «Sarà un giornale-libro - spiega Enrico Deaglio -, diviso in capitoli che vanno dalle notizie al vademecum, e sarà anche, lo dico subito, molto chic e snob: copertina rigida, carta molto bella, impaginazione da libro e non da giornale». Insomma, tutto in controtendenza, a cominciare dalla periodicità inusuale per l’Italia.
«Volutamente in controtendenza.
Soprattutto nei confronti della cronaca, che anticiperemo o commenteremo, ma di cui non saremo prigionieri».
Il settimanale delle inchieste si propone in un’immagine nuova, senza rinunciare alla sua tradizione.
Che cosa vi aspettate, sinceramente? «Come direbbe il sociologo Giuseppe De Rita, un'uscita dalla mucillaggine. Il nostro è uno sforzo di minoranza». E che sforzo.
Il nuovo Diario sarà un giornale non vincolato alla pubblicità, nel senso che, qualora arrivasse quella dei grandi inserzionisti, potrebbe essere gestita in un modo altrettanto nuovo: non la si fa pagare, ma la si trasforma in abbonamenti mirati.
Per il resto «si vivrà sulle vendite e sugli abbonamenti».
Redazione snella (cinque giornalisti, direttore compreso, più un art director), punto di pareggio intorno alle 14 mila copie, insomma quel che si vendeva prima, con 4 mila abbonamenti.
Stessa sede, stesso editore, Luca Formenton. La sfida ricomincia. (LaStampa)
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