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26 giu. - "Il Pil in Italia se non continua a cadere, se non succede niente, alla fine dell'anno sara' sceso del 5%". Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, intervenendo a L'Aquila alla presentazione del rapporto sull'economia abruzzese, lancia l'allarme sulle condizioni dell'economia italiana. La ripresa, ha spiegato il governatore, ci sara' se si verificheranno determinate condizioni: "La tenuta dei consumi e possibilmente la tenuta del mercato del lavoro o comunque la capacita' di spesa anche in presenza di una crescita della disoccupazione".
"In sostanza - ha spiegato Draghi - i comportamenti degli individui, delle imprese e dei consumatori da un lato e delle politiche economiche che nei prossimi mesi verranno adottate dall'altro, saranno le condizioni per il superamento della crisi. Condizione principale - ha detto ancora il governatore di Bankitalia - e', comunque, la tenuta dei consumi".
Sempre in tema di finanza pubblica, oggi il Procuratore generale presso la Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nella sua requisitoria sul Rendiconto generale dello Stato ha evidenziato che "gli indici relativi all'esercizio 2008 hanno purtroppo disatteso" l'auspicio della "prosecuzione di un percorso virtuoso a riduzione del debito e deluso l'aspettativa di un miglioramento dei conti pubblici".
Pasqualucci ha ricordato come "la crisi economica, e la conseguente flessione del reddito, oltre ad alcuni sgravi fiscali hanno rallentato la crescita delle entrate fiscali, la pressione fiscale e' calata al 42,8%, in diminuzione di tre decimi di punto" rispetto al 2007.
Si tratta di dati che, ha avvertito Pasqualucci, "vanno inquadrati in uno scenario mondiale che e' stato attraversato da una grave crisi finanziaria i cui effetti si sono rapidamente trasmessi all'economia reale".
Intanto, sul fronte europeo la Commissione ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia per non essersi adeguata alla sentenza della Corte di giustizia Ue che chiede l'equiparazione dell'eta' pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico. In attesa del Consiglio dei ministri di domani che come annunciato dal premier Silvio Berlusconi, dovrebbe varare sgravi sugli utili reinvestiti dalle imprese, oggi c'e' stato un botta e risposta a distanza tra la presidente degli industriali Emma Marcegaglia e l'ad di Unicredit Alessandro Profumo.
"L'economia reale e' chiaramente in difficolta' e le imprese, soprattutto quelle piccole, soffrono per il ritardo dei pagamenti da parte dei creditori, e noi le stiamo sostenendo. Dire che tutti i problemi nascano dalle banche - ha affermato il banchiere - e' strutturalmente sbagliato".
"Il rischio e' che ci sia l'asfissia finanziaria e che un pezzo del nostro sistema produttivo possa morire", ha sottolineato Marcegaglia.
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