| CALDEROLI REPLICA A MANCINO: LA MAGISTRATURA RIFA' GLI ERRORI DELLA POLITICA |
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| 22/06/2008 | |
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22 giu. - ''La magistratura sta rifacendo gli
stessi errori che hanno portato la politica a subire un processo
come casta. Ma mentre la politica si sta riformando e sta
cambiando, la magistratura non lo fa e cerca di nascondere il
non funzionamento della giustizia in maniera corporativa e
vittimistica''.
Il ministro della Semplificazione, Roberto
Calderoli, interviene cosi' nel dibattito suscitato dalle
affermazioni fatte ieri dal premier Silvio Berlusconi.
''Un quesito mi frulla in mente - dice Calderoli - se Berlusconi e' un delinquente, ebbene, vada a
finire in galera, ma trovo curioso che diventi un delinquente
solo quando e' al governo del Paese mentre se sta
all'opposizione non lo e' piu'. Come mai?
Come mai la sinistra
dialoga con Berlusconi quando non governa e alza le forche in
piazza appena siede a Palazzo Chigi?''
''Berlusconi - sostiene Calderoli -
che piaccia o no alla Anm, e' il premier, legittimato dal voto
popolare, e non e' pensabile che si ripeta quel che accadde nel
'94 quando la magistratura lo delegittimo' platealmente e poi
tutto fini' in una bolla di sapone''.
''Adesso - prosegue il ministro leghista - l'Anm ha invocato
l'intervento del presidente Napolitano. Si chiude a riccio in un
corporativismo senza futuro, da casta. Noi ci auguriamo che il
presidente della Repubblica, il migliore dei presidenti che
abbiamo avuto insieme con Cossiga, ripeta ai magistrati le
sacrosante verita' che ha detto loro qualche giorno fa parlando
del Csm: 'Avete il potere disciplinare, esercitatelo'.
Perche'
il problema sollevato da Berlusconi, di una magistratura
infiltrata da altri interessi, e' reale e gravissimo e se non ci
sara' autoriforma, se non c'e' azione punitiva per i magistrati
che sbagliano, sara' necessario ridiscutere anche la questione
della obbligatorieta' dell'azione penale''.
''Perche' se il sistema non e' perfetto l'obbligatorieta'
diventa solo l'utile foglia di fico per coprire azioni che
sovvertono gli equilibri su cui si regge una democrazia. Il
problema - conclude Calderoli - e' una giustizia che non
funziona e che sta perdendo la fiducia dei cittadini. Bisogna
tirare una riga e ripartire. Nell'interesse di tutti''. (ANSA).
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