| BORSE ISTERICHE: Lunedi 21, 437 miliardi miliardi bruciati in borsa. Meno Finanza più Economia. |
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| 22/01/2008 | |
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22 gen. - Borse, i mercati vanno a picco
In una seduta bruciati 437 miliardi
Il lunedì nero delle Borse si è chiuso con perdite pesanti, tutte
superiori al 5%. Lo spettro della recessione statunitense ha travolto
le piazze del Vecchio Continente. A Milano il Mibtel ha ceduto il 4,85%
a 25.606 punti e lo S&P/Mib il 5,17% a 33.903 punti. Ma peggio
hanno fatto gli altri listini, da Francoforte a Parigi, a Londra.
Le vendite hanno colpito soprattutto i titoli bancari e
gli energetici.
Uno tsunami simile i mercati non lo vivevano da anni. Ed è stato tanto
più violento in quanto è arrivato inatteso.
Il terremoto è cominciato in Asia e poi ha contagiato i listini
europei. Tokyo ha perso il 3,86%, il minimo da oltre due anni, ma ha
fatto peggio Hong Kong, che ha ceduto il 5,5%, registrando il ribasso
più forte dal crollo delle Torri Gemelle.
L'ondata di ribassi arrivata da oriente ha poi colpito anche le piazze
europee, mentre Wall Street è rimasta chiusa per il Martin Luther King
Day.
MERCATI EUROPEI IN FORTE FLESSIONE
In tutto il Vecchio Continente sono stati bruciati 437 miliardi, oltre
13 milioni al secondo, mentre nella sola Piazza Affari sono andati in
fumo 32,6 miliardi di capitalizzazione. Il dato complessivo del valore
di tutte le società quotate ammontava infatti venerdì scorso a 673,7
miliardi.
A Londra l'indice Ftse 100 ha ceduto il 5,5%, un livello di poco
migliore rispetto a quello dell'11 settembre 2001. Francoforte ha fatto
peggio ed è sciviolata a -7,16%.
E' stato "panic selling" anche per Parigi che ha toccato -6,83% , la
terza flessione mai registrata dal Cac 40, alle spalle di tonfi
"storici" come quello seguito agli attentati di New York dell'11
settembre 2001 (-7,39%) e all'allontanamento (-7,29%) di Michael
Gorbachiov dalla guida dell'Urss nell'agosto del '91.
LE CAUSE DEL CROLLO
A zavorrare gli indici è stata una miscela esplosiva di fattori: in
primis l'onda lunga del crollo del mercato dei mutui subprime, che sta
mettendo a dura prova i bilanci delle banche. Dopo Merrill Lynch a
pagare il conto è stata infatti la tedesca WestLb con perdite per oltre
1 miliardo.
Ma a dare il colpo di grazia è stata il piano economico di Bush,
presentato lo scorso 19 gennaio. Una manovra da 140 miliardi di dollari
che non solo ha deluso Wall Street, che venerdì ha chiuso in calo, ma
che ha fatto risentire i suoi effetti in tutto il globo, fino ad
arrivare a lunedì nero dei listini internazionali. (tgfin)
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