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14 Giu. - E' morto questa notte a Milano Ivan Della Mea,
storico cantore del movimento operaio. Ne da' notizia l'Istituto
Ernesto De Martino, di cui era direttore. Ricoverato d'urgenza
all'Ospedale San Paolo di Milano per un malore, Della Mea e' deceduto
intorno all'1,30. Era nato 69 anni fa a Torre Alta di Lucca e viveva a
Milano con la sua compagna Clara Longhini, da cui aveva avuto due
figli, Sara e Pietro. Da tempo aveva problemi di salute.
L'Istituto Ernesto De Martino parla di "una dura resa dei conti con la vita e con la morte che suona, purtroppo, come l'epitaffio nella vita di un grande artista e di un grande compagno comunista".
Ivan Della Mea e' stato uno dei personaggi simbolo della canzone militante italiana e del lavoro di recupero e riscoperta della tradizione popolare, che dagli anni '60 in poi ha rappresentato una appendice musicale della lotta politica. Cantautore e scrittore, era nato a Lucca nel 1940, il suo vero nome era Luigi, ma la sua attivita' si e' svolta a Milano dove si era trasferito giovanissimo e dove ha cominciato a scrivere canzoni, anche per Milly.
Di quel periodo, il brano piu' famoso e' Cara Moglie. Per la sua carriera di autore e di militante l'incontro fondamentale e' stato quello con Gianni Bosio, con il quale ha fondato il Nuovo Canzoniere Italiano, un cenacolo di intellettuali, ricercatori e interpreti che ha avuto un ruolo decisivo nella scoperta e nella diffusione piu' ampia della tradizione popolare e dei canti di protesta. Insieme a personaggi come Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Michele Straniero, Della Mea con i Dischi del Sole, una collana fondamentale per la cultura italiana, ha documentato una stagione in cui la musica accompagnava, da un lato, i fermenti giovanili degli anni '60 e, dall'altro, testimoniava dello stretto legame tra la politica della sinistra e le lotte del nostro Paese.
Ivan Della Mea e' stato un cantautore di tipo particolare che ha avuto alle spalle anche esperienze cinematografiche come quella del curioso western Tepepa, scritto insieme a Franco Solanas e interpretato tra gli altri da Thomas Milian e Orson Welles, cosi' come nel 1979 ha fatto l'attore per I Giorni Cantati di Paolo Petrangeli, insieme a Roberto Benigni, Mariangela Melato e Giovanna Marini. Negli anni '90 e' stato anche il direttore dell'Istituto De Martino, uno delle piu' prestigiose istituzioni dell'antropologia musicale italiana. Tra i titoli piu' famosa della sua discografia il Rosso e' diventato giallo, Se qualcuno ti fa morto, La nave dei folli, La piccola ragione di allegria. Con lo steso titolo di una delle sue canzoni piu' note, 'A quel omm', Isabella Ciarchi ha realizzato di recente un documentario intervista, con interventi di amici e colleghi, ricostruendo il ritratto di un artista e di un intellettuale impegnato, senza dimenticare il suo lato umano.
Due anni fa, nel luglio 2007, pubblico' una lettera aperta a Bertinotti su IL Manifesto, in cui, tra l'altro, scriveva: ''Noi, noi classe noi massa noi icche' ti pare, noi siamo stati l'etica della sinistra, quella che e' stata distrutta nel nome della ragione di partito sempre piu' coincidente con la ragione di potere, spesso, sempre quasi, molto personale. E questo, caro Fausto, fu a mio avviso l'errore piu' grave che non abbiamo saputo o voluto vedere''. Della Mea si lascia alle spalle anche una discreta bibliografia (ultimo libro pubblicato il romanzo autobiografico Se la vita ti da uno schiaffo, Jaca Book 2009), della quale fa parte pure qualche giallo e una ampia pubblicistica che completa il ritratto di un personaggio complesso, che appartiene, insieme a Giovanna Marini e Paolo Pietrangeli, a una generazione che si e' misurata su piu' fronti. cercando di cambiare questo paese, conciliando militanza culturale e politica, e che ha sempre avuto un rapporto complesso con le istituzioni.
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