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25 lug. - ''Quando la finirete di non capire o
di far finta di non capire che contro di me c'e' stata una
persecuzione inacettabile, sara' sempre troppo tardi''. Lo ha
detto, rivolto ai giornalisti, il premier Silvio Berlusconi dopo
l'incontro a Palazzo Chigi con il premier della Repubblica di
Malta Lawrence Gonzi.
LODO E' MINIMO CHE DEMOCRAZIA POSSA FARE
- "Il Lodo Alfano, è il minimo che una democrazia potesse apprestare a difesa della propria libertà", ha continuato Berlusconi.
A chi gli chiedeva se si avvarrà del Lodo Alfano, il presidente del Consiglio si è limitato a rispondere "avevo già detto inutilmente che non mi sarei avvalso della clausola sospendi processi che è stata chiamata salva premier".
SENZA LODO AVREI AVUTO UDIENZE A GIORNI ALTERNI
- "Contro di me c'é stata una persecuzione che è durata 14 anni e il presidente del Consiglio dal 30 giugno al 15 luglio sarebbe dovuto andare in udienza un giorno sì ed un giorno no, oltre alle 2.503 udienze sostenute negli ultimi 14 anni. Quindi non avrebbe potuto né convocare il Consiglio dei ministri, né andare al G8", ha detto il premier. In Italia, ha aggiunto il premier, "c'é una parte della magistratura si è data il compito di sovvertire il risultato delle elezioni e la volontà del popolo italiano. Quindi il lodo di cui si parla è il minimo che una democrazia possa apprestare in difesa della propria libertà".
DI PIETRO, BERLUSCONI RINUNCIA? NO,RADDOPPIA - ''Berlusconi non rinuncia a un bel
niente anzi raddoppia'', afferma il leader dell'Italia dei
Valori , Antonio Di Pietro.
''E' ovvio - aggiunge - che
Berlusconi sostenga di voler rinunciare alla norma blocca
processi, non ne ha bisogno. Infatti il suo blocca processi e'
il lodo Alfano, cinque anni di lodo anziche' i 18 mesi di
rinvio previsti dal decreto legge''
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