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Ultimo aggiornamento: 09.07.2008 ore 07:42
25 APRILE NAPOLITANO: "TENERE VIVA LA RESISTENZA" Stampa E-mail
25/04/2008
25 Apr. - Non si può dimenticare la ricorrenza del 25 aprile, una data che ha un «significato solenne». Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano giovedì ha incontrato al Quirinale i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma.
«Credo sia importante - ha spiegato Napolitano - che gli italiani mantengano costantemente viva la memoria e consapevole la coscienza delle diverse tappe e componenti del processo di maturazione e di lotta che ha condotto il nostro Paese alla Liberazione».
giorgio napolitano280x200.jpgMa tra gli italiani che ricordano la festa della Liberazione, non c'è il prossimo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «Il 25 aprile – dice – lavoro, lavoro... Mi considero in debito – si è maldestramente giustificato – con gli italiani che hanno deciso di liberarci dalle dittature che incombono sul nostro Paese».
La Liberazione, in realtà, ricorda Napolitano «non fu soltanto il coronamento di una luminosa rinascita» che era stata sognata durante «tutto lo scuro periodo del nazifascismo e della guerra, ma anche e soprattutto è una promessa: la promessa di un'Italia nuova, di una vera costituzione dei cittadini, di una democrazia reale, una promessa di sviluppo economico e sociale per tutto il Paese». «Siamo spronati ad un impegno maggiore per mantenere quella promessa» dobbiamo dire che «quei principi vanno vissuti quotidianamente».
Tutti gli italiani, ha detto il Capo dello Stato alla cerimonia ufficiale per l'anniversario del 25 aprile, devono concorrere a «tenere alti i principi ed i valori anche morali che hanno ispirato la stesura del documento fondante della nostra vita democratica, principi che si esprimono nei diritti e nei doveri sanciti nella Costituzione e vanno apprezzati e coltivati».
Alla cerimonia di giovedì sono intervenuti il ministro della Difesa Arturo Parisi, il presidente del Comitato nazionale permanente delle Associazioni d'Arma generale Calamari, il presidente delle Associazioni combattentistiche e d'Arma Gerardo Agostini e numerosi rappresentanti delle stesse Associazioni. Gerardo Agostini, in un appassionato intervento ha parlato dello scoramento e dell'amarezza che affligge coloro che combatterono con coraggio e con sacrificio la guerra di Liberazione di fronte a richieste di abolire questo anniversario dal calendario della Repubblica. «Queste sono cose da non dimenticare mai. Le istituzioni diano un segnale più forte attorno alla celebrazione di queste date fondamentali affinchè la memoria degli italiani rimanga sempre viva». «Se l'indifferenza è quello che resta dopo tanti anni», ha ricordato il generale Calamani, eroe di quella parte della Resistenza che fu combattuta dai militari regolari delle forze armate, «quello che abbiamo fatto non è servito a niente: a Cefalonia, a Montelungo, a Sant'Anna di Stazzema. Lo sappia chi dice che il 25 aprile deve essere abolito».
Il ministro Parisi ha ricordato che la data del 25 Aprile rappresenta la conclusione vittoriosa della Lotta di Resistenza e della guerra di Liberazione e che la sua celebrazione resta fondamentale, come pure è fondamentale il ruolo delle Associazione combattentistiche come luogo e strumento per approfondire e diffondere la conoscenza dei valori comuni e di passaggi fondamentali della nostra storia.
Commenti (9) >>
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scritto da emilio, aprile 30, 2008

Il motivo per cui il 25 aprile continua a dividere gli italiani a mio parere non è dovuto al fatto che gran parte di essi sia 'fascista' (perchè sarebbe incredibile, trattandosi di una massa enorme di persone) ma alla circostanza che dopo oltre 60 anni quasi nessuno ne capisce più il significato ed essendo in maggioranza "non comunista", si meraviglia negativamente del fatto che a celebrarla si vedano quasi esclusivamente Bandiere Rosse che rappresentano SOLO una parte degli italiani.
Anche il 4 Novembre quando ero ragazzo veniva festeggiato con grandi riti in cui l'inno ricorrente era la 'Leggenda del Piave'ed ora non se ne parla quasi più ma non me ne cruccio poichè penso che ad un ventenne di oggi l'esaltazione della nostra vittoria nella 1 guerra mondiale farebbe ridere.
Con il 25 aprile invece si continua imperterriti a celebrare fatti di cui il 90% della popolazione non sa niente o quasi e SOPRATTUTTO non gliene frega più niente.
Si parla di cambiare la Costituzione in modo bipartisan e da parte dei celebratori di professione del 25 aprile si continua a parlare di validità eterna di tale data che ne sarebbe alla base: per i miei nipoti è solo un giorno di vacanza a scuola ed ho rinunciato a far loro capire che -come scrive 'angelo' più sopra- "il 25 aprile è un giorno di sole, chi lo vuole dimenticare dimentica il meglio". Se ripetessi questa patetica frase a loro mi prenderebbero certamente per matto o nel migliore dei casi per un 'matusa che vaneggia.



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scritto da angelo, aprile 25, 2008

L'Italia non è nata il 25 aprile, si è LIBERATA il 25 aprile!

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scritto da Gio, aprile 25, 2008

Basta con questa propaganda infantile e oramai autoalimentata del 25 aprile, l'Italia non è nata quel giorno, fatevene una ragione, le nostre radici etniche e culturali per fortuna sono molto più profonde.

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scritto da angelo, aprile 25, 2008

Ha sempre sbagliato. non se ne vanti.

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scritto da sergio braguti, aprile 25, 2008

viva berlusconi che lavora il 25 aprile ! io l'ho sempre fatto.

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scritto da alessandro cassamaro, aprile 25, 2008

Viva la Liberazione, viva il 15 aprile 2008


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scritto da pirata romano, aprile 25, 2008

Cosa fare per commemorare il 25 aprile?

Un bel voto antifascista a Roma per esempio.

P.S. - Oggi Alemanno era all'Altare della Patria: risibile

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scritto da angelo, aprile 25, 2008

Intervista a Oscar Luigi Scalfaro sul Corriere di oggi.

Lei, che presiede l'Istituto nazionale di storia della lotta di liberazione, come giudica le reazioni che propongono di abolire la festa del 25 aprile?

«È un contrappunto per alcuni versi inevitabile, rientra in certe manifestazioni di assoluta inintelligenza che abbiamo già visto in passato. Sono convinto che non si debba in alcun modo inseguire le provocazioni di certi agitatori che negano la storia, ciò che è di una gravità eccezionale. Non meritano neppure di essere citati. In fondo rappresentano poco più che se stessi».
Non è proprio così. Berlusconi, ad esempio, non ha mai onorato la Liberazione e sembra aver fatto scuola.

«Quei comportamenti denunciano gravi lacune culturali e rientrano in una strategia di rigetto dei valori fondanti della democrazia repubblicana. Ed è su questo che oggi si impone una riflessione pubblica, della società e non solo del mondo politico. L'insurrezione contro il nazifascismo è un evento storico che va valutato in modo serio, trasparente e imparziale. Insomma: i fatti stanno lì e non possono essere negati perché magari non ci piacciono, né modificati o magari esaltati troppo. Ciò premesso, oltre al doveroso ricordo che dobbiamo dedicare a tutte le vittime di quella dura e terribile stagione, va rianimato l'orgoglio dei sentimenti di coloro che si batterono in prima persona riconquistando l'Italia alla libertà».


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scritto da angelo, aprile 25, 2008

Il 25 è la festa di tutti. Di tutti coloro che hanno moralità,per lo meno. Io il 25 vado sempre al corteo di Milano, ed è una festa, a cui tutti sono invitati. Se uno sceglie di non partecipare, ha un problema con il Paese in cui vive, perchè la Republlica è basata su una Costituzione che nasce da tutte quelle forze antifasciste che hanno fatto la Resistenza. Si può cercare di revisionare la Storia, ma perchè farlo? E' bellissima così, con la memoria di un giorno di sole in cui tutta la gente scendeva in strada per la prima volta libera dopo anni e anni di oscurità. Le nefandezze del nazifascismo non vanno dimenticate, perchè sono una pagina della nostra storia, una pagina triste. Il 25 aprile invece è un giorno di sole, chi lo vuole dimenticare dimentica il meglio.

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