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Ultimo aggiornamento: 05.12.2008 ore 01:00
RED: L'ASSOCIAZIONE PRESENTATA DA D'ALEMA MA CHE NON ROMPERA' LE SCATOLE A VELTRONI Stampa E-mail
25/06/2008
25 giu. - L’associazione Riformisti e democratici battezzata oggi da Massimo D’Alema non diventerà un partito politico e soprattutto non è un’iniziativa «per rompere le scatole a Walter Veltroni». Il presidente della fondazione Italianieuropei lo chiarisce più di una volta nel suo discorso al cinema Farnese, superaffollato di parlamentari, ex parlamentari e cittadini venuti ad iscriversi.
riformiosti_democratici_280x200.jpgVede la luce ufficialmente "Red ", l’associazione che nasce dalle costole della fondazione ItalianiEuropei. Ma se al momento il partito strutturato ancora non esiste e il tesseramento al Pd deve ancora partire, Red ha ambizioni alte, e già si prepara a diramarsi su tutto il territorio con sedi locali dove far sviluppare idee e proposte. Se il confronto con la maggioranza conosce una fase di stallo se non addirittura di rottura definitiva, Red chiama il centrodestra e il governo a partecipare alle iniziative che promuoverà: la prima in agenda a fine luglio, un convegno sulle riforme.
Se il Pd fatica a definire la sua identità, Red sa bene cosa vuol fare: mettere in circolazione le idee e «costruire un’idea di società, perchè il centrodestra ha vinto proprio perchè ha dato la sua idea di società».
Del resto, lo dice chiaramente Pierluigi Bersani, e non è il solo: Red è la sede dove far nascere una «nuova cultura politica, per portare acqua a un partito» che vive «un passaggio delicato e star fermi certo non aiuta. E io sarò impegnatissimo a far sì che i diversi affluenti portino acqua al fiume. E quando nei prossimi mesi sarà tutto chiaro, quando si farà partire il tesseramento, i circoli, la conferenza programmatica, l’organizzazione territoriale, allora - sostiene Bersani - sarà chiarissimo e senza turbamenti cosa e quale sarà il fiume e cosa e quali saranno gli affluenti».
Poco prima, Livia Turco aveva confessato di sentire «una doppia militanza», nel Pd e in Red. P
er iscriversi servono 100 euro, e nell’atrio del cinema Farnese, sede scelta per il battesimo dell’associazione, c’è la fila davanti al banchetto che distribuisce l’attestazione di iscrizione.
L’ex ministro degli Esteri se la prende con chi ha etichettato l’iniziativa come il battesimo della corrente dalemiana: «Questa è un’esperienza politica e culturale totalmente nuova ma viene giudicata con categorie vecchissime del passato». D’Alema chiarisce che «noi offriremo un’opportunità in più di fare qualcosa per chi è interessato, un’opportunità in più e non in alternativa. Si tratta di un arricchimento dell’offerta». Infatti «il presidente dell’associazione - dice D’Alema - Paolo De Castro è stato un sostenitore di Letta, c’è Livia Turco che ha sostenuto una lista di sinistra e poi ci sono io, che sono uno più di centro, che ho sostenuto Veltroni, cosa di cui non mi pento».
Alla spicciolata arrivano i popolari mariniani, Gigi Meduri e Nicodemo Oliverio, c’è la verde Paola Balducci, l’ex segretario particolare di Mastella, Francesco Borgomeo, l’ex udeur Nuccio Cusumano, i governatori di Umbria e Basilicata, Rita Lorenzetti e Filippo Bubbico, il costituzionalista Vincenzo Siniscalchi. E ancora, i prodiani Sandra Zampa e Richi Levi, Ignazio marino e Lino Duilio; Mimmo Lucà e Sandro Gozi, Marcella Lucidi e Gianni Cuperlo, il fedelissimo Nicola Latorre , Marida Bolognesi e il lettiano Francesco Boccia (che prende anche la parola); l’eurodeputato Gianni Pittella, che invita a far nascere sedi di Red anche a Bruxelles.
E poi ci sono la Turco, la Pollastrini e, ovviamente, il presidente Paolo De Castro, che chiarisce subito: «Nessuna corrente interna al Pd. Nessuna intenzione di pesare il nostro contributo in termini di composizione dei gruppi dirigenti».
Poi, tutti gli interventi a scandire lo stesso concetto: non siamo una corrente. Prende la parola la Turco, e spiega: «Sono qui con senso di responsabilità e spririto unitario per la sfida comune di costruzione del Pd».
E lancia la sfida: «Basta col clima culturale di conformismo che c’è nel Paese». Non è da meno la Pollastrini: «Nessuna dietrologia misera, la leadership di Veltroni non è in discussione». E lancia «bacchettate affettuose» a chi li ha criticati: «L’antidoto alle correnti non è la sospensione della vita democratica». Anche Bersani garantisce: «C’è l’esigenza di rimescolamento e il Pd non avrà nessuna prospettiva se continua a stare nei vecchi solchi camuffati. Ma rimescolare - scandisce - non vuol dire fare un accordo tra me e Fioroni, bensì trovare nuove risposte».
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