| CSM-FUGA DI NOTIZIE: PDL: DIMISSIONI MANCINO - GASPARRI: MANCINO CONFERMA TOGHE MILITANTI |
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| 26/06/2008 | |
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26 giu. - 'Il vicepresidente del Csm Nicola
Mancino deve trarre le conseguenze di quanto sta succedendo e si
deve dimettere. Sarebbe un atto dovuto di elementare
sensibilita' istituzionale''. Il presidente della Commissione
Giustizia del Senato, Filippo Berselli, se la prende con il
vicepresidente del Csm per la fuga di notizie sulla bozza di
parere negativo alla norma che blocca i processi,
inserita nel decreto sulla sicurezza, considerata come
''un'amnistia occulta''.
SOSPENSIONE PROCESSI: MANCINO, CSM PARLA CON ATTI UFFICIALI - ''Il Csm parla solo attraverso i suoi atti ufficiali, non con personali interpretazioni'': lo ha detto, in apertura della seduta odierna dell'Assemblea Plenaria, il Vice Presidente, Nicola Mancino. ''Tento di presentare il Consiglio Superiore della Magistratura - ha continuato - come istituzione dialogante che colloquia col Governo corrispondendo puntualmente alle funzioni e alle prerogative che la Costituzione gli assegna. Non ho mai pensato, e neppure Voi, sono convinto e credo, che possiamo essere una terza Camera, come pure qualcuno ci rimprovera: gia' due - ha aggiunto Mancino - a parita' di funzioni sono troppe. Una terza, con 26 componenti per quanto tutti autorevoli, presieduta dal Capo dello Stato e' una invenzione di chi non vorrebbe un Csm autonomo, non collegato a maggioranze politiche, che, richiesto o non richiesto fa lo stesso, avanza una proposta in tema di ordinamento e di organizzazione giudiziaria, che formula un parere, ai sensi dell'art. 10 della legge istitutiva del 1958'' Mi rendo conto - ha ribadito Mancino - che un Csm come lo descrivono la Costituzione e la migliore dottrina, puo' dare fastidio: amicus Plato sed magis amica veritas''. ''L'attendibilita' dei documenti - ha continuato il vicepresidente del Csm - non e' l'opinione di ciascuno di noi, per quanto argomentata essa possa essere, studiata e autorevole. L'attendibilita' e' quella che emerge, quando emerge, dal confronto di tutte le opinioni che si esprimono con l'intento di formare quel sentire comune che, poi, diventa risoluzione. Ecco: un documento in bozza non e' mai una risoluzione, e' un testo in fieri, puo' diventare ma puo' anche non diventare una risoluzione'' Voglio precisare - ha specificato Mancino - che mi sono rivolto al Consigliere Roia avendo presente solo la dichiarazione da lui resa sabato scorso a Milano, ma non per rimproverargli d'aver diffuso il testo della bozza. Io non so chi l'ha diffuso. Qualcuno, pero', l'ha fatto. Ora io chiedo al Consigliere Berruti, che e' Presidente della Seconda Commissione, di disciplinare la riservatezza di cui devono essere circondate le discussioni in Commissione, e le eventuali sanzioni da adottare in caso di violazione''. ''Non se ne puo' piu' - ha proseguito - di questa prassi di far dire ai nostri atti o ai nostri documenti non il loro contenuto ma l'interpretazione che qualcuno vuole loro dare. Non posso nascondervi d'aver avuto una tentazione dovuta alla sensazione che, per quanto tu possa lavorare, studiare, approfondire, se il contesto continua ad andare a ruota libera, c'e' una sola strada. Gli uomini, per me - ha concluso Mancino - sono tutti necessari, ma nessuno, proprio nessuno, e' indispensabile''. GASPARRI, DA MANCINO CONFERMA SU TOGHE MILITANTI - ''Il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura Nicola Mancino denuncia ancora una volta le troppe esternazioni improprie di alcuni membri di questo organo. Questo atteggiamento non puo' che confermare il ruolo che taluni esponenti del Csm svolgono''. Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, richiama le critiche di Mancino sulla fuga di notizie contro la norma blocca processi, inserita nel decreto sulla sicurezza, per sostenere che alcuni membri del Csm svolgono ''piu' di una funzione di militanza politica di parte a sinistra, che non un ruolo di garanzia''. ''Il Parlamento - osserva Gasparri - e' sovrano ed il Csm dovrebbe, semmai, occuparsi degli enormi ritardi della giustizia che sono il vero scandalo dell'Italia'' BELISARIO, ORA BERSELLI DI CHI CHIEDERA'DIMISSIONI? - 'Per Berlusconi e suoi collaboratori nessuna regola democratica. Dopo il vicepresidente Nicola Mancino, di quale alta carica del Csm Berselli chiedera' le dimissioni?'. Lo chiede Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, commentando le dichiarazioni del presidente della Commissione Giustizia del Senato. 'Se non ci sono regole democratiche ed istituzionali per Berlusconi e per i suoi collaboratori - spiega il capogruppo dell'IdV - non possiamo stupirci se oggi chiedono le dimissioni di Mancino. Possiamo solo augurarci - conclude Belisario - che proprio chi si e' fatto portatore di una norma salva-premier non intraprenda poi la pericolosa china di picconatore dello Stato democratico'. SOSPENSIONE PROCESSI: MARTEDI' PLENUM STRAORDINARIO CSM - Sara' discusso quasi certamente in un plenum straordinario martedi' prossimo, il parere della Sesta Commissione del Csm sul decreto sicurezza e sulla norma che sospende i processi. La possibilita' e' stata ventilata dal vice presidente Nicola Mancino a conclusione dell'assemblea plenaria di stamani. Oggi pomeriggio la Commissione dovrebbe licenziare il testo. La bozza presentata ieri dai due relatori Fabio Roia e Livio Pepino boccia la norma che sospende i processi, dicendo che e' incostituzionale e che fara' fermare piu' della meta' dei dibattimenti in corso |
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