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Ultimo aggiornamento: 21.11.2008 ore 12:15
29° CONGRESSO ANM: PROVE DI DIALOGO TRA ANM ED IL MINISTRO ALFANO Stampa E-mail
07/06/2008
07 giu. - Se non e' pace, certamente sono prove di dialogo quelle che oggi hanno caratterizzato la seconda giornata del congresso dell'Anm (Associazione nazionale magistrati), quella dell'atteso intervento del ministro di Giustizia Angelino Alfano. Il primo segnale e' stato l'appaluso col quale la platea dei magistrati ha accolto l'ingresso nella sala dell'Auditorium del ministro che era accompagnato dal presidente dell'Anm Luca Palamara e dal segretario dell'associazione Giuseppe Cascini.
alfano_280x200.jpgE proprio da Cascini e' giunto il secondo, piu' esplicito, segnale di pace. Rivolgendosi ad Alfano che ha salutato a nome di tutta l'assemblea, Cascini ha detto che ''attacco, scontro e veto'', parole che campeggiano oggi su tutte le prime pagine dei giornali con riferimento ai rapporti tra magistrati e governo e ministero di giustizia, ''non sono parole che appartengono al nostro linguaggio''.
Cio' premesso Cascini ha aggiunto: ''Faremo valutazioni su temi che riguardano il funzionamento della giustizia con il metodo del dialogo e lo continueremo a fare senza iattanza e presunzione''.
La mano tesa e' stata subito accolta e simbolicamente stretta dal ministro Alfano che riferendosi anche lui ai giornali di oggi ha commentato: ''Le aperture giornalistiche sottolineano uno scontro che non c'e'. Almeno io non me ne sono accorto. Si sono invece tanti motivi e ragioni di condivisione che dai giornali non sono stati evidenziati''.
''Mi pare -ha aggiunto- che questo sia un segno che la condivisione da parte dei magistrati di alcune politiche del governo, non fa piu' notizia. E gia' questa e' una notizia!''.
Il ministro guardasigilli ha toccato alcuni degli argomenti che in questi giorni sono stati al centro delle valutazioni critiche dei magistrati.
Anzitutto quello dell'immigrazione clandestina. ''Il sistema delle espulsioni che c'era in Italia -ha affermato Alfano- ha fallito e dunque occorre accentuare un profilo deterrente'' sottolineando che ''in parlamento si trovera' un modo per non ingolfare i processi e appesantire ulteriormente le carceri''.
Il sistema delle espulsioni, ha detto ancora Alfano, ''ha fallito anche perche' chi vuole essere clandestino tende a non farsi riconoscere e nessuno meglio di voi puo' capire che vi e' una tendenza da parte di questo immigrato di continuare a delinquere attraverso degli 'alias', tanto e' vero che i tribunali sono intasati da persone che sono state condannate con vari alias''.
Alfano ha quindi annunciato che e' intenzione sua e del governo di portare avanti i progetti in tema di sicurezza, nel rispetto delle promesse fatte agli elettori. Insomma ''vi e' una precisa scelta politica'' quella di ''dare una risposta che ritiene giusta, cerentemente rispetto alle proprie opinioni politiche e alle cose dette agli elettori e ai cittadini''.
Tornando a ribadire che ''il sistema delle espulsioni ha fallito, occorre accentuare a nostro avviso un profilo deterrente''.
Il ministro Alfano che aveva parlato di ''soluzione equilibrata'' da trovare in parlamento ha altresi' sottolineato il rispetto di una eventuale verifica da parte del ''giudice dei giudici'' ovvero da parte della Corte Costituzionale in caso di eventuali dubbi di costituzionalita' dei provvedimenti adottati.
Alfano ha affrintato anche l'altro aspetto spinoso oggetto di polemiche, quello dei rifiuti con le misure di emergenza anche a carattere giudiziario. ''Io -ha detto- non sono una voce della dottrina, non sono un magistrato: il ministro di Giustizia e secondo me anche un buon governante deve essere ispirato ad un confronto permanente con i fatti e deve ispirarsi al principio di realta'. Insomma l'immondizia a Napoli c'e' e ha devastato l'immagine dell'Italia, non solo di Napoli, e questo e' un dato di fatto. E' per questo che il governo ha messo in campo una strategia globale. Il giudizio sulla nostra azione lo daranno nelle prossime settimane e a darlo saranno i cittadini, gli elettori''.
Altro tema rilevante affrontato e' stato quello della lentezza della giustizia, in particolare dei processi civili. ''Abbiamo l'opportunita' storica -ha detto tral l'altro il ministro- di approvare alcune importanti riforme dei codici che possono avere una valenza epocale. Occorre essere consapevoli che al centro del sistema vi e' la persona''.
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