Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 06.09.2008 ore 02:00
«3.000.000 contro la frammentazione» parla Pagnoncelli il profeta del PD. Sottostimata l'affluenza Stampa E-mail
15/10/2007
Una sorpresa anche per Nando Pagnoncelli che con la sua Ipsos è stato il sondaggista unico dell'esordio del Partito Democratico, ma il risultato degli oltre tre milioni di partecipanti al voto è stato per lui «sorprendente», il che vuol dire, che le sue previsioni erano altre, infatti:

pagnoncellipicc.jpgPerfino nelle ultimissime stime, quelle fatte solo qualche giorno fa, che erano quindi imprecise e non di poco, «eravamo sui due milioni e mezzo di possibili elettori» è lo stesso Pagnoncelli che onestamente ammette l'errore, anche perchè con le persone in fila nei gazebo, anche oltre l'orario di chiusura dei seggi, si è arrivati a più di tre milioni.

Ma il sondaggista/sociologo si avventura in mirabolanti analisi sul voto, stimolato in un intervista di Lina Palmerini pubblicata sul Sole 24 Ore che gli domanda: Qual è stata la spinta? «Analizzando i dati che già avevamo raccolto sugli elettori di centro-sinistra avevamo registrato una forte delusione per l'eccesso di frammentazione della coalizione di maggioranza. È a questo disagio, malcontento - spiega Pagnoncelli - che i simpatizzanti di sinistra hanno voluto dare una risposta perchè è nella frammentazione che individuano l'ingovernabilità e l'instabilità politica».

Insomma, in tanti a votare, in tantissimi a dire sì a Walter Veltroni, per dare un «nocciolo duro» all'Esecutivo. «Nell'idea della maggioranza dei cittadini, anche quelli di centro-destra, la dispersione dei partiti - precisa il presidente dei sondaggisti italiani - non solo frena l'azione di governno, blocca le decisioni, ma impedisce soprattutto di proiettare una visione del futuro del Paese»

La delusione per un Governo indebolito da troppi partiti, fiaccato dalle liti e da compromessi faticosi. «È qui che nasce la voglia di rafforzare un partito e con questo di dare un segnale di cambiamento», dice ancora Pagnoncelli che giudica largamente atteso invece l'oltre 75% di preferenze per Walter Veltroni. «No, questa non è stata una sorpresa. Piuttosto mi pare molto buona la performance di Rosy Bindi ed Enrico Letta che combattono la sfida con due cifre. Questo indica che raccolgono una parte importante delle esigenze del popolo del centro-sinistra».

Voglia di ricambio: i nuovi protagonisti locali. Ma l'altro segnale che Nando Pagnoncelli coglie e vuole sottolineare è quello sull'assemblea costituente. «In molti sono andati a votare anche perchè convinti che attraverso l'elezione di delegati per l'assemblea del partito democratico si riesca a segnare un rinnovamento nella classe dirigente politica. Nuovi protagonisti che arrivino soprattutto dal basso e da esperienze locali. Perchè l'altro dato è questo: la volontà degli elettori delle primarie di rafforzare e valorizzare il territorio».

Sono le undici di sera. Nando Pagnoncelli non può più fermarsi a parlare. Altri numeri arrivano. Anche se ormai la festa del Partito democratico e del suo nuovo leader è già iniziata, lui non vuole mancare.

Forse l'intervista risente di una eccessiva partecipazione, ma questo non è necessariamente un limite, o un male, L'analisi sul Governo appare frettolosa e sbrigativa, dire che la crisi di consenso del governo Prodi risieda nella frammentazione dei partiti è una visione distorta, anche perchè se fossero tutti uniti, non verrebbe certo meno il dissenso che nasce da una strutturale incapacità di trasmettere e generare una percezione tollerabile nell'opinione pubblica.

Un Governo che appare sordo e sistematicamente incapace di rappresentare quello che di buono riesce a fare e incapace di dare motivazioni credibili per le promesse non mantenute. La sicurezza, le tasse, le riforme sono alcuni dei nodi che dividono l'opinione pubblica dall'esecutivo, la conflittualità della coalizione è solo un effetto, un effetto che a volte distrae dai veri problemi. Se poi analizziamo gli eletti alla costituente e i segretari regionali ci rendiamo conto che la spinta al rinnovamento è stata soffocata dal voto organizzato degli apparati.

La mancata relazione tra il governo e il voto di massa delle primarie lo ritroviamo nel risultato di Rosy Bindi che nonostante fosse accreditata di un 15/20 per cento. e nonostante una splendida e sorprendente campagna elettorale è riuscita a capitalizzare poco di più del 13%

Ma la notte èlettorale è dura per tutti, soprattutto per i sondaggisti, figuriamoci per il buon Nando. Patrizia Raspa

 

LE PROIEZIONI IPSOS

00.52 Ipsos, proiezione definitiva, Veltroni al 75,7% Walter Veltroni segretario del Pd con il 75,7% dei voti: E' il risultato delle primarie secondo la sesta e definitiva proiezione della Ipsos. Un dato che non modifica quello della precedente proiezioni. Cambia invece leggermente il risultato del secondo e terzo candidato: a Rosy Bindi va infatti il 13,3% dei voti, mentre Enrico Letta ottiene il 10,8%. Restano infine ciascuno allo 0,1% Mario Adinolfi e Piergiorgio Gawronski. Per quanto riguarda l'affluenza, con il 98% del campione, a mezzanotte e 40 i votanti erano stati tra 3,3 e 3,5 milioni.

23.15 Walter Veltroni in testa con il 76,1 per cento dei voti: E' quanto risulta dalla terza proiezione della Ipsos. Al secondo posto Rosy Bindi, che sarebbe attestata al 12,7%, terzo Enrico Letta con l'11%. A Mario Adinolfi e a Piergiorgio Gawronski è attribuita la stessa percentuale: 0,1%

22.31 Secondo la rilevazione Demos-Ipsos sul 15% del campione Veltroni ha ricevuto il 75,2% delle preferenze, Bindi il 13,6, Letta l'11%, Adinolfi e Gawronski lo 0,1

23.30 - Romano Prodi si ritaglia un ruolo da ''levatrice'' per il nascente Partito Democratico. La metafora e' stata fatta dallo stesso presidente del Consiglio, parlando con i giornalisti prima di lasciare piazza Santi Apostoli.

22.18 - Stando alla prima proiezione fatta sulla base delle prime 100 schede scrutinate in ognuno degli oltre mille seggi campione, con una forchetta di errore del 3 per cento, Walter Veltroni ha avuto il 74,6% dei voti. Letta ha avuto l'11 per cento; adinolfi lo 0,1%, Gawronskilo 0,1% e Rosy Bindi il 14,1%

 

 

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