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ITALIA - LIBIA: LA VISITA DI GHEDDAFI TRA FAVOREVOLI E CONTARI

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giovedì 11 giugno 2009
11 giu. - La visita del Colonnello Gheddafi in Italia, sta suscitando numerose polemiche tra opposizione e maggioranza in particolar modo era messa in discussione la sua presenza in aula al Senato, ma ieri sera la Conferenza dei Capigruppo convocata per evitare che l'intervento del Colonnello in Aula diventasse un delicato caso politico-diplomatico vista la sollevazione dei senatori dell'opposizione contrari a far parlare in "un'Aula parlamentare, tempio della democrazia, un dittatore che calpesta i diritti umani" ha precluso la presenza di Gheddafi. Vi proniamo un sunto dei pareri favoreoli e contrari alla presenza del leader Libico in Italia.
LATORRE, PER GHEDDAFI IN AULA NESSUNO SCANDALO  - "In aula a sentire Gheddafi? Io ci sarei andato e mi sarei seduto in prima fila". Lo dice il vice presidente del Pd al Senato Nicola Latorre, in una intervista a 'Repubblica'. "Non c'era scandalo nella presenza del leader libico in Parlamento", "e' il presidente dell'Unione africana. Questa e' una circostanza storica per rilanciare una iniziativa di pace e distensione con quei Paesi", dice Latorre.
"Intanto non c'era una convocazione di seduta", "in una stagione in cui c'e' un impegno per recuperare il dialogo con i paesi della sponda del Mediterraneo, dopo il discorso del presidente Obama al Cairo, francamente ci si dovrebbe preoccupare degli interessi generali del Paese e guardare un po' piu' in la' piuttosto che privilegiare gli aspetti di cortile". A proposito della posizione presa in questa vicenda da D'Alema, Latorre spiega: "D'Alema ha solo detto che non aveva senso una polemica rumorosa".
MORANDO, GHEDDAFI NON HA TITOLI PER PARLARE IN AULA - "In Parlamento, tempio inviolabile della democrazia, parlano soltanto coloro che ne hanno i titoli, sul terreno democratico e della tutela dei diritti umani". Lo spiega, in una intervista a 'Repubblica', il senatore del Pd Enrico Morando a proposito della presenza di Gheddafi in Parlamento, da lui definita "scandalosa".
Per Morando, con il leader libico si deve dialogare ma "in Parlamento non parla perche' non ha i titoli necessari. Punto e basta". La presenza in aula, prosegue, "sarebbe stata un'umiliazione dello spirito democratico e repubblicano di questo Paese".
DEL BOCA, E' UNA VITTORIA DEL GOVERNO BERLUSCONI - 'CON IL NOSTRO PAESE GHEDDAFI HA UN RAPPORTO DI AMORE E ODIO' - "I cinque miliardi di dollari dati dall'Italia verranno praticamente riassorbiti dalle nostre aziende che faranno affari li', anche se in 25 anni. Berlusconi, dunque, davanti all'opposizione dimostra una notevole vittoria. Quello che non sono riusciti a fare i governi di centrosinistra, l'ha fatto lui. C'erano state trattative con Prodi, con D'Alema e persino Dini. Ma l'obiettivo l'ha raggiunto Berlusconi".
Lo ha affermato in un'intervista su 'Il Riformista', Angelo Del Boca, massimo esperto del colianismo italiano, che ha ricordato come "oltre al denaro Berlusconi ha espresso pentimento e senso di disagio per il comportamento dei nostri nonni. Dal punto di vista morale, quindi, che stava molto a cuore a Gheddafi e a tutti i libici, e' stato raggiunto un risultato". "Gheddafi ha portato con se' anche i 12 nipoti dei partigiani libici anti-italiani", ha fatto presente lo storico.
E cio' significa che "il Colonnello sta lanciando un messaggio chiaro: e' vero che voi mi avete dato 5 miliardi di dollari e io li ho accettati, ma questo non puo' farmi dimenticare il sangue dei 100mila libici uccisi da voi italiani". La riconciliazione annunciata con la firma del Trattato di Bengasi comunque secondo lo studioso c'e' "perche' - intendiamoci - finalmente l'Italia ha spostato una cifra ragguardevole. Cinque miliardi di dollari non sono pochi. Pero', Gheddafi non voleva solo questo. Quando l'ho intervistato l'ultima volta mi aveva detto che quello che gli dava fastidio era il silenzio della autorita' italiane e il fatto che fino ad allora nessuno avesse dimostrato un pentimento vero per quello che e' stato fatto". Il colonnello non dimentica, conclude Del Boca: "Durante i 40 anni della sua dittatura ha sempre avuto con l'Italia un rapporto di amore e odio. Questo e' un viaggio che lo risarcisce molto".
MONS.CROCIATA (CEI), INCORAGGIARE COOPERAZIONE PER SVILUPPO ECONOMICO  - 'La cooperazione per lo sviluppo economico nei Paesi in via di sviluppo e' estremamente positiva e va incoraggiata'. Monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, Conferenza Episcopale Italiana, risponde cosi' ai cronisti in occasione della conferenza dell'Acri, che gli chiedono un commento alla visita del leader libico Gheddafi in Italia.
PEDICA (IDV) ACCOGLIE GHEDDAFI CON LAUREA 'HORRORIS CAUSA' - SENATORE HA SUL PETTO FOTO CHE RICORDA LA STRAGE DI LOKERBIE - Con un diploma di "dottore horroris causa per violazione dei diritti umani al colonnello Muhammar Gheddafi" il senatore dell'Italia dei Valori, Stefano Pedica, tra coloro che piu' strenuamente si e' battuto contro la presenza del leader libico nell'aula di Palazzo Madama, attende l'arrivo a Palazzo Giustiniani del Colonnello, con a fianco gli esponenti delle forze dell'ordine attenti ad impedire eventuali incidenti.
Pedica, che al petto si e' attaccato la fotocopia di una foto che ricorda la strage di Lokerbie, nel diploma che ha preparato per Gheddafi spiega i motivi della finta onorificienza che gli vuole assegnare: "Il colpo di stato cruento e sanguinoso nel 1969; la cacciata vergognosa di 35 mila italiani residenti in Libia il 7 ottobre 1970; il terrorismo" con l'elencazione di una serie di attentati attribuiti al leader libico; "la dittatura; le torture; il ricatto, minacciandoci di fare cominciare una nuova ondata di clandestini se l'Italia non effettuera' nuovi investimenti in futuro".
CASINI, DECORO E DIGNITA' ISTITUZIONI SONO STATI VIOLATI  - "Credo che ci siano problemi di decoro e dignita' delle istituzioni che vanno salvaguardati sempre. Ieri quel senso di decoro e dignita' si e' perso ed e' stato violato". Lo sottolinea il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini commentando l'accoglienza data dal governo italiano al leader libico Muhammar Gheddafi. "Va rafforzato -avverte l'ex presidente della Camera, parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea di Confartigiano- il rapporto con il popolo libico. Ma per le modalita' con cui e' stato accolto ieri Gheddafi, e' stato violato il senso del decoro".
PARISI, AMICIZIA CRESCE SE SI PRATICANO VALORI COMUNI  - 'La stessa ritrovata amicizia tra il popolo italiano e il popolo libico che oggi celebriamo in occasione della visita del colonnello Gheddafi ci consente e ci impone di parlarci alla pari con parole di verita'. Se in nome della comune umanita' Gheddafi ha voluto ricordare in modo decisamente plateale a noi italiani un passato nel quale abbiamo tradito i nostri stessi valori, ci consenta Gheddafi di dire ad alta voce ai fratelli libici che essi hanno il diritto di aspirare agli stessi diritti che noi riteniamo indissolubilmente legati alla condizione umana'.
E' quanto afferma il leader ulivista del Pd, Arturo Parisi. 'Parole, silenzi o gesti diversi soprattutto se sospettati di ispirarsi alle convenienze e non alle convinzioni, invece di mettere riparo agli errori passati finirebbero per aggravarli. Non e' la complicita' nelle reciproche trasgressioni, ma l'emulazione nella pratica dei comuni valori -sottolinea Parisi- che fara' crescere l'amicizia tra i nostri popoli'.
STUDENTI ONDA PROTESTANO CONTRO GHEDDAFI ALLA SAPIENZA - "Siamo tutti clandestini". Protestano e urlano slogan al megafono gli studenti dell'Onda riuniti davanti alla facolta' di Lettere e Filosofia della Sapienza per manifestare il loro dissenso alla visita di Gheddafi e alla "militarizzazione dell'universita'". "L'universita' non e' una vetrina -dice Luca, studente di scienze politiche appartenente al movimento dell'Onda- e non e' neanche il luogo in cui sponsorizzare i trattati internazionali, ma piuttosto un luogo di produzione del sapere critico e indipendente. Non e' chiaro di cosa venga a parlare Gheddafi. Tutto assume i tratti di un'azione pubblicitaria per il rettore e l'universita', finalizzata a dimostrare che la Sapienza e' alleata del governo. Che un'universita' come La Sapienza venga trasformata in un palcoscenico per il rettore amico di Berlusconi e per un dittatore complice delle deportati di massa del Mediterraneo mi sembra vergognoso e inopportuno, a maggior ragione se accompagnato da un dispiegamento di forze dell'ordine massiccio e ingiustificato". Tra i cartelli e gli striscioni esposti dagli studenti l'immagine di 'San Papier' protettore dei migranti della terra e slogan come 'Ne' frati ne' colonnelli, l'universita' non e' una vetrina'.
SCHIFANI ACCOGLIE GHEDDAFI NEL SALONE DEGLI SPECCHI - Il presidente del senato Renato Schifani ha accolto il leader libico e presidente dell'Unione africana Muammar Gheddafi nel Salone degli Specchi di Palazzo Giustiniani. Stretta di mano con il Colonnello e photo opportunity per i numerosi fotografi e operatori presenti a immortalare la scena del leader libico avvolto in un'ampia tunica bianca che il presidente del Senato ha accompagnato quindi nella Sala Rossa per un incontro tra le delegazioni. Successivamente il presidente Schifani e Gheddafi terranno un discorso davanti ai senatori riuniti nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.
CRAXI (PS), VISITA GHEDDAFI CHIUDE TANTE PAGINE NEGATIVE  - "La riconciliazione con l'amica e vicina nazione libica ha un valore storico di enorme importanza'. E' quanto afferma in una nota l'ex sottosegretario di Stato agli Affari esteri e dirigente nazionale del Partito socialista, Vittorio Craxi.
'La visita del colonnello Gheddafi, una delle figure piu' significative del mondo arabo e del continente africano -spiega Craxi- ha un valore simbolico e politico che puo' essere ignorato solamente da chi e' in malafede o da chi non conosce la Storia'.
'Gli italiani che hanno lavorato per questo successo, nel centrodestra e nel centrosinistra, possono dirsi oggi soddisfatti: con la visita del colonnello Gheddafi -conclude l'ex sottosegretario agli esteri- si chiudono tante pagine negative della nostra Storia e si apre una nuova fase di relazioni utili per la pace, lo sviluppo e la prosperita' del Mediterraneo'
RETTORE SU GHEDDAFI, ALLA SAPIENZA NON C'E' L'INQUISIZIONE - Il rettore della Sapienza Luigi Frati torna a difendere la decisione di far parlare il leader libico Muammar Gheddafi all'universita'. "Alla Sapienza non c'e' l'inquisizione e non c'e' censura -dice Frati, che parla nell'aula magna durante l'attesa per l'arrivo del Colonnello-. Garantiamo a ciascuno la possibilita' di parlare in modo civile, di esprimere le proprie idee, ancorche' dissonanti sul modello dell'agora' greca". "L'universita' e' la palestra della ricerca, altri fanno politica", insiste il rettore, secondo cui "hanno diritto di venire alla Sapienza coloro che esprimono un'alta personalita', perche' bisogna costruire ponti e demolire i muri". Infine Frati sostiene che le domande poste a Gheddafi saranno "assolutamente libere, non preordinate, sui respingimenti e i diritti umani e mi auguro che siano fatte piu' dagli studenti che dai professori: piu' le domande saranno pungenti piu' ne saro' grato".
Commenti (3) >>
...
scritto da gundam, giugno 12, 2009

X BG
VERO
INFATTI i SX hanno fatto entrare i vari FIDEL,ARAFAT e MARIUOLI VARI
E ORA ROMPONO i COGLIONI X GHEDDAFFI
MA ANDATE A CAGARE e nn ROMPETE I COGLIONI

...
scritto da El Pube, giugno 12, 2009

ma non capite che lasciando sfogare un po' il Gheddafi ora avremo gas e petrolio a prezzo minore?
TRa 2 giorni ci saremo dimenticati tutti delle str.onz.ate sparate dal colonnello ma gas e petrolio continueremo e prenderli a prezzi buoni.

...
scritto da bg, giugno 12, 2009

il buffone si è trovato un degno compare. con quale coraggio si presenterà al cospetto di obama dopo che ha offerto al dittatore libico un palcoscenico così importante? povera italia! (pensate se al suo posto ci fosse stato prodi, i vari zerbini avrebbero organizzato ore di dibattiti televisivi).

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