|
16 mag. -
Durante i tafferugli e le tensioni
seguite all'irruzione dei rappresentanti dei Cobas, nel comizio
conclusivo della manifestazione dei lavoratori della Fiat a
Torino, e' stato coinvolto anche il segretario della Fiom,
Gianni Rinaldini. Rinaldini e' stato strattonato e tirato giu'
dal palco. Poco, ma comunque il segretario della Fiom e'
riuscito a fare il suo intervento mentre continuavano i cori
dei Cobas "venduto venduto".
Terminato il comizio dei segretari di Fim, Fiom, Uilm e Fismic, ora sul palco sono saliti i rappresentanti dei Cobas che stanno tenendo i loro interventi. In piazza ci sono solo piu' bandiere dello Slai-Cobas e dei cartelli con la scritta: "Sono stato deportato con accordo sindacale al reparto confino di Nola" che si riferiscono alla vicenda di alcuni lavoratori trasferiti due anni fa circa da Pomigliano a Nola.
Un gruppo di manifestanti appartenenti ai Cobas hanno interrotto il comizio dei segretari metalmeccanici in corso alla manifestazione nazionale dei lavoratori del gruppo Fiat. La contestazione e' iniziata quando ha preso la parola il segretario dalla Fim, Beppe Farina che e' stato apostrofato con frasi come 'Venduto', 'Vergogna' e 'Stai zitto'. Qualche momento di tensione quando i contestatori hanno raggiunto il palco salendoci anche sopra. Alcuni dei manifestanti mostrano cartello con la scritta 'Sono stati deportato con accordo sindacale al reparto confino di Nola'.
Il comizio e' poi ripreso, ancora fra le proteste, con l'intervento del segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini. Anche il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini e' rimasto coinvolto nei momenti di tensione e nei brevi tafferugli che si sono verificati con le contestazioni dei Cobas, che hanno interrotto il comizio dei segretari metalmeccanici in corso alla manifestazione nazionale dei lavoratori del gruppo Fiat. Prima del suo intervento Rinaldini e' stato afferrato per la camicia da sotto al camion su cui erano in corso i comizi ed e' stato strattonato e tirato giu' dal furgone. Rinaldini e' stato aiutato a rialzarsi da alcuni dei sindacalisti presenti sul furgone-palco.
A TORINO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI FIM, FIOM, UILM, FISMIC - Circa 800 lavoratori dello
stabilimento Fiat di Pomigliano arrivati a Torino con un treno
speciale per partecipare alla manifestazione nazionale dei
dipendenti Fiat sono stati i primi ad arrivare alla Porta 5 di
Mirafiori, da dove alle 10 è partito il corteo. I lavoratori di
Pomigliano che indossano una maglietta bianca con la scritta
"Pomigliano non si tocca" hanno raggiunto in corteo Mirafiori
dalla stazione Lingotto di Torino. Con loro anche il gonfalone
della citta' di Pomigliano.
"L'annuncio della disponibilita' ad
un incontro fatto ieri dall'amministratore delegato Marchionne
non ci basta, il nostro obiettivo e' che tutti gli stabilimenti
italiani restino aperti e siano salvati tutti i lavoratori. Se
Marchionne e' davvero un imprenditore superiore agli altri deve
riuscire a fare questo - dice Mario Di Costanzo della Rsu Fiom
di Pomigliano - altrimenti e' come tutti gli altri. A novembre
finisce per noi la cassa integrazione ordinaria, Berlusconi ci
ha promesso che l'avrebbe raddoppiata, ma per ora sono solo
chiacchere".
"Siamo stufi di chiacchere - aggiunge Franco
Percuoco della Rsu Fiom Cgil di Pomigliano - se al piu' presto
non arriva la convocazione dell'incontro andremo al ministero
delle Attivita' produttive".
Sono presenti al corteo i gonfaloni
delle Regioni Piemonte, Sicilia, Campania e Puglia.
In testa, alle spalle dei lavoratori di Pomigliano e Termini
Imerese, c'e' un furgone con le bandiere sindacali e alcuni
cartelli: 'Marchionne tu vo' fa l'americano', 'Fiat. In Italia
cuore, mente e braccia'.
In fondo al corteo i partiti della sinistra con le loro
bandiere. Nella delegazione del Pd, guidata dal segretario
regionale Gianfranco Morgando, sfila l'ex ministro del Lavoro
Cesare Damiano.
La manifestazione e' stata organizzata da Fim, Fiom, Uilm e
Fismic che partecipano con i loro vertici nazionali. I quattro
sindacati terranno i comizi conclusivi davanti al Lingotto.
|