Negli Stati Uniti due donne legalmente cieche hanno riacquistato la vista grazie ad un impianto di cellule staminali. A partire da questa notizia Manuele Malenotti sul suo blog si interroga sul valore della ricerca e sui limiti che l'etica spesso pone. ''Questo e' solo l'ultimo successo, in ordine di tempo, della ricerca sulle cellule staminali che potenzialmente potrebbe essere applicata per guarire mali altrimenti incurabili come il morbo di Parkinson, le malattie cardiache, il morbo di Alzheimer, la paralisi, il diabete e l'ictus.
Questo pero' ancora non puo' accadere in tutti i Paesi perche' la ricerca spesso incontra delle contrapposizioni etiche''.
Questo pero' ancora non puo' accadere in tutti i Paesi perche' la ricerca spesso incontra delle contrapposizioni etiche''.
''E' giusto che la ricerca venga frenata dall'etica? Oppure non dovrebbe avere limiti nel suo cercare di scoprire e di indagare?'' si interroga l'imprenditore.
''Il problema etico – spiega – nasce dal fatto che le cellule staminali vengono prelevate da embrioni umani appena qualche giorno dopo la fecondazione, c'e' da chiedersi quindi se e' giusto o no utilizzare un embrione come un contenitore di cellule. Se da un lato c'e' chi ritiene che l'embrione di pochi giorni sia solo un ammasso di cellule dall'altro c'e' chi sostiene che in potenza e' una vita umana''.
''Il problema etico – spiega – nasce dal fatto che le cellule staminali vengono prelevate da embrioni umani appena qualche giorno dopo la fecondazione, c'e' da chiedersi quindi se e' giusto o no utilizzare un embrione come un contenitore di cellule. Se da un lato c'e' chi ritiene che l'embrione di pochi giorni sia solo un ammasso di cellule dall'altro c'e' chi sostiene che in potenza e' una vita umana''.
''Quindi moralmente e' accettabile creare un embrione solo per produrre cellule staminali? Ovviamente qui le opinioni possono essere contrastanti ed e' per questo che sono nati i Comitati etici locali e a livello extra-nazionale per discutere di questioni come queste''.
''E' ovvio che su quest'argomento non e' possibile arrivare ad un'idea comune e condivisa e anche i pareri espressi dalle Commissioni spesso sono la somma di opinioni personali, contingenti e spesso modificabili nell'arco del tempo. E' difficile prendere decisioni di questo tipo ma in ogni caso si deve consentire alla ricerca di andare avanti e di proseguire le sue indagini sulla vita umana'' conclude.















