Che la storia si ripeta e' presto detto e soprattutto dai fatti costantemente dimostrato. Questa volta il ''deja vu'' riguarderebbe il ripresentarsi di situazioni gia' vissute ai tempi della Guerra Fredda. Il deciso no da parte del Cremlino alla possibilita' paventata dall'Onu di intervenire in Siria con l'uso della forza, e' sicuramente legato alla situazione politica interna al paese sovietico e alle prossime elezioni.
Non si puo' apparire deboli davanti agli storici rivali, e' questo che si legge tra le righe delle ultime decisioni prese da Mosca. 
La motivazione a sostegno del blocco dell'intervento si basa su un altro rapporto storico: quello di alleanza che implica tutela. La Siria e' importante e Bashar Assad è l' interlocutore privilegiato per i russi: e' quanto si legge sui principali quotidiani.
In secondo luogo c'e' dimezzo la base di Tartous uno scalo di fondamentale importanza
per la flotta russa
nel Mediterraneo, dunque una zona che certo non e' facile decidere di abbandonare. Alla luce poi di quanto accaduto con il colonnello Gheddafi in Libia, pare che la Russia senta forte la volonta' di ribadire il suo peso all'inteno del Consiglio di Sicurezza.