Un bambino di 13 mesi, sabato mattina intorno alle 6.30, è stato gettato nelle acque gelate del Tevere a Roma. Il fatto è avvenuto sul ponte Mazzini: sporgendosi dal parapetto, il padre del bimbo, 25 anni, ha scaraventato il figlio nel fiume. Del fatto si è accorto un agente di polizia penitenziaria, appena uscito dal carcere di Regina Coeli. L’agente ha dato l’allarme e ha fornito ai carabinieri intervenuti una prima descrizione dell’uomo.
I militari lo hanno raggiunto e tratto in arresto, mentre il 25 enne si stava allontanando dal luogo con la propria auto. Partite anche le ricerche del bimbo finito nel fiume, i sommozzatori sono all’opera.Roma è gelata e sotto una coltre di neve: le temperature del fiume sono freddissime.
L’UOMO CONFESSA – Il padre del bambino di 13 mesi, un italiano di 25 anni, ha confessato ai carabinieri di essere stato lui a buttare il figlio nel Tevere dal ponte Mazzini di Roma. L’uomo ha ammesso di avere violentemente litigato con la moglie. Spunta anche un testimone che conferma la lite furibonda fra i coniugi: è la zia della moglie, che ha lanciato l’allarme dopo che l’uomo ha strappato il figlio dalle braccia della mamma ed è uscito di casa.
LE RICERCHE - Il nucleo sommozzatori continua a scandagliare il Tevere, alla ricerca del bambini. Il piccolo, però, sembra sparito nel nulla: di lui non c’è traccia.
IL VICESINDACO BELVISO - “È una notizia terrificante che ci lascia sgomenti e attoniti” ha dichiarato Sveva Belviso messa al corrente della notizia. Poi il vicesindaco ha ringraziato quanti stanno prendendo parte alle ricerche e ha auspicato una pena esemplare per il padre del bimbo.















