“A suo tempo ho lanciato l’allarme sull’opacità dei bilanci della Margherita ma è caduto nel vuoto” così in una intervista a Repubblica, Arturo Parisi, che per primo aveva avanzato dei sospetti su Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, che avrebbe sottratto 13 milioni dalle casse del partito. Per Parisi è “grave che nessuno sapesse di quei 13 milioni spariti”.
Questa situazione in ogni caso renderebbe ancora più urgente per Parisi, il fatto “che i capipartito riconoscano che il potere che è finito nelle loro mani è troppo superiore alla loro capacità – non dico volontà – di usarlo bene, e ancor più del potere che i cittadini sono disposti a riconoscere come legittimo. Lo riconoscano e se ne spoglino in fretta restituendolo ai cittadini, prima che sia troppo tardi”.
Più duro invece Rino Piscitello che tra gli altri presentò nel 2009 l’esposto con il quale si contestavano i bilanci del 2009: “In molti si sono avvantaggiati del modo del tutto personale in cui venivano gestiti i soldi della Margherita dopo che aveva cessato di esistere”. “Lusi – aggiunge – ha creato una rete di complicità che gli ha consentito di fare quello che voleva” e “tutti i capi sono complici del ‘metodo Lusi’”.















