Renato Vallanzasca è di nuovo libero, con licenza di lavorare e rientrare in carcere di sera. Dal 4 di febbraio lavora in una ditta di Nerviano che si occupa di computer nell’hinterland milanese. Vallanzasca ha già scontato 40 anni di carcere, ma ha a suo carico quattro ergastoli e condanne complessive per oltre 260 anni di reclusione.

Ora usufruirà di un permesso di lavoro all’esterno dettato dall’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario. Vallanzasca sarà libero dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 21.30. Mentre il sabato potrà rientrare nel carcere di  Bollate, dove è detenuto a vita, alle 24:00.

Le autorità sono fiduciose che l’uomo possa portare avanti senza problemi questo permesso lavorativo, come già era stato per i diversi permessi ottenuti dal detenuto negli ultimi anni. Luigi Pagano, soprintendente regionale alle carceri lombarde, è uno di coloro che hanno elogiato il “percorso coerente di Renato Vallanzasca: in cella ha già lavorato ed è diventato un ottimo grafico su computer, lavorando su commesse della comunità di recupero Saman. Rispetto al bandito dell’evasione da San Vittore, da Novara o dall’Asinara, è un’altra persona, che vuole trasmettere anche qualcosa di positivo alle nuove generazioni, non vuole passare alla storia solo come un bandito”.

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