Internet come servizio ai cittadini in tutti i campi: scuole, uffici pubblici, imprese e città intelligenti. E’ questo l’obiettivo della Digital Agenda, l’Agenda Digitale, presentata a maggio del 2010 e che dopo quasi due anni torna sul tavolo delle riforme dell’esecutivo.  ”L’e-government in una logica di open goverment” e’ uno dei 7 “obiettivi faro” dell’Ue affinchè si sviluppi un modello di crescita  ”inclusiva, intelligente e sostenibile”.

Gli obiettivi sono: entro il 2013 portare la banda larga di base (cioè due megabit al secondo) a tutti i cittadini europei; entro il 2020 raggiungere il traguardo della digitalizzazione di tutti i settori. Della cosiddetta “cabina di regia” nata con l’approvazione del decreto sulle Semplificazioni (3 febbraio 2012) fanno parte 5 Ministri: ruolo centrale ha il Ministro Francesco Profumo con delega all’Innovazione oltre che all’Università e alla Ricerca. Prevista per giovedì la riunione.

SERVIZI AI CITTADINI – I servizi attraverso la rete non comprendono solo la possibilità di fare i certificati online ma anche la certezza di avere finalmente una pubblica amministrazione trasparente e partecipata dalla comunità. Previsto l’Open access dei dati pubblici (Open Data).

UFFICI PUBBLICI – La rivoluzione digitale permetterà che tutte le soluzioni adottate saranno “aperte e interoperabili” (mai più l’impossibilità di leggere documenti provenienti da un’amministrazione perchè scritti in un formato diverso). In secondo luogo, poi,  nascerà “un’ infrastruttura nazionale di cloud computing: ovvero  i dati, i server e le applicazioni saranno portati su “una nuvola”.

SMART CITIES – Le ”città intelligenti” (Smart Cities) sono “parte integrante della Agenda Digitale”. Prevista la nascita di “una grande infrastruttura tecnologica e immateriale che faccia dialogare persone ed oggetti, integrando informazioni e generando intelligenza, producendo inclusione e migliorando il nostro vivere quotidiano”.  Smart City:  ”il modello di sviluppo attorno al quale disegnare il vestito tecnologico della Agenda Digitale”.

RETE – “Il 40% degli italiani sono in digital divide volontario, ovvero non si collegano alla Rete pur abitando in zone coperte”. Tre gli obiettivi, previsti anche dal decreto sulle semplificazioni c’è che la connettività “dovrà assicurare diffusione rispetto all’obiettivo di garantire alte prestazioni”:  prima si porta Internet di base a tutti e poi si pensa alla fibra ottica superveloce da 100 megabit”.

IMPRESE – Nascerà un nuovo tipo di distretto tecnologico, “nel quale prevalgono i criteri di specializzazione e concentrazione territoriale delle competenze, con una bassa incidenza di infrastruttura fisica rispetto a quella immateriale e con un forte coinvolgimento della pubblica amministrazione quale sperimentatore attivo di nuove tecnologie ed applicazioni nel perimetro della Smart City”.