16 Marzo 2010 16:40

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INTERVISTA A ENRICO MUTTI,PRETE BELLO E TORMENTATO DI CENTO VETRINE, LA SOAP DI CANALE 5

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17 giu. - INTERVISTA di Giovanni Zambito. Da un po' di tempo i numerosi telespettatori della soap opera italiana "Cento Vetrine", in onda dal lunedì al venerdì su Canale 5 alle ore 14,10, si chiedono che cosa stia succedendo a Daniele Ferrari interpretato da Enrico Mutti?
Nelle ultime settimane l'ex sacerdote apre buste di cui poi non comunica il contenuto, riceve telefonate misteriose e sembra avere un terribile segreto che lo affligge.
In effetti un mistero c'è per davvero: Daniele è affetto da un male che non lascia spazio alla speranza e sarà questo il motivo per cui se ne andrà tra qualche settimana dal cast dello sceneggiato. La terribile malattia produrrà un immediato riavvicinamento con Laura Beccaria (Elisabetta Coraini), favorito anche dall'atteggiamento accondiscendente di Valentina Bosco (Lavinia Biagi).
Ma tale riavvicinamento durerà poco, perché presto Daniele deciderà di chiudere con Torino e lascerà la città quando ancora sarà nelle condizioni di farlo. Prima di arrivare a questo punto, padre Daniele era animato da uno spirito vocazionale e missionario autentico e generoso, messo in crisi dal forte sentimento nutrito dal suo amore di sempre, la già citata Laura... Clandestino Web ha intervistato l'attore Enrico Mutti.
Hai rappresentato volentieri il cambiamento in cui è incorso il tuo personaggio?
“Assolutamente sì, perché il personaggio rischiava di diventare un encefalogramma piatto nel senso che  era un prete che aveva commesso il ‘peccato’ di un amore impossibile da cui non poteva uscire. Finalmente decide di lasciare il sacerdozio compiendo un passo importante che comunque non affronta a cuor leggero. Se un personaggio ha una valenza negativa (se mai in questo caso lo possa essere) non mi dispiace: vorrei sinceramente interpretare personaggi più negativi rispetto ai soliti che, vista la mia faccia, mi affidano”.
A che cosa hai fatto ricorso di te per interpretare il travaglio di padre Daniele?
“Da ragazzino ho frequentato molto l’oratorio e ho ricevuto i sacramenti per poi non frequentare più la Chiesa: conosco l'ambiente dei preti ma non ne avevo mai conosciuto uno in crisi in quel senso. Ho letto un libro che parla di preti che si sono innamorati e hanno lasciato la Chiesa e di chi ha vissuto tutto ciò in maniera segreta: un volume molto interessante che mi ha un po’ ispirato”.
Pensi che i sacerdoti dovrebbero sposarsi?
“Sì, i preti dovrebbero essere del tutto liberi di decidere se sposarsi o no, essere dei pastori come i protestanti ed avere una famiglia e allo stesso tempo dedicare la loro attività lavorativa alla Chiesa”.
La sceneggiatura di “Cento Vetrine” mi è sembrata ben calibrata e rispettosa di tutta la vicenda di padre Daniele…
“Anche perché tieni presente che andiamo in onda nel primo pomeriggio quando davanti al televisore possono esserci anche dei bambini. “Cento Vetrine” è sempre stata degna del suo stato di ‘soap’, nel senso di acqua e sapone, un po’ più di quelle americane. Si è affrontato la vicenda con tatto cercando di non varcare certi confini”.
Tanti anni fa, vincendo un concorso, hai recitato nella soap americana “Santa Barbara”: che ricordo hai di quell’esperienza?
“Bellissimo: si parla del 1992 ed ero proprio agli inizi della mia carriera. Vinsi questo provino importante cui avevo preso parte quasi per scherzo e su non so quante centinaia di candidati fummo scelti in due, io e un’attrice romana coronando il mio sogno di lavorare negli Stati Uniti. Eravamo gli unici italiani in un cast tutto americano”.
In che cosa si distingue una soap italiana da quelle straniere?
“La soap opera è un prodotto che accomuna tutti i Paesi del mondo a parte quelle un po’ più mielose del sud America: le nostre sono più vicine a quelle americane, con un minimo di italianità con la famiglia al centro delle scene. Nei metodi lavorativi siamo uguali a loro”.
Come finirà con padre Daniele?
“Già finita: sono uscito da “Cento Vetrine” già a dicembre”. Giovanni Zambito.
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