Oggi è la giornata mondiale contro l’infibulazione e a partire da questa ricorrenza Manuele Malenotti riflette su ”uno scenario internazionale delicato e dai rapporti compromessi come quello che vediamo quotidianamente, basato su equilibri fragili e precari non sembra dare il giusto spazio alla condizione femminile”. Infatti come sottolinea l’imprenditore “le donne vivono situazioni di profondissimo disagio. Ignoranza e mancanza di informazione fanno sì che crimini come circoncisione, infibulazione, escissione vengano perpetrati senza essere puniti. Il resto del mondo, troppo impegnato a combattere guerre di crisi e recessione non si accorge che gli abusi sulla dignità delle donne da parte di uomini che si sentono padroni legittimati a possederle, sono ancora praticati in ben 29 Paesi africani. Addirittura sono stati “esportati” in Kurdistan, Bolivia, Yemen, Arabia Saudita, Indonesia e persino in Occidente, Italia compresa”.
Malenotti spiega che “Il problema è che la mortificazione delle donne con la violenza che non è solo fisica ma anche e soprattutto psicologica è ancora permessa. Quella dell’informazione è l’unica battaglia che si può combattere è si deve combattere. Io credo che bisogna, con tutti i mezzi a nostra disposizione, cercare di tutelare l’operato delle associazioni attive nei paesi più poveri, di dar loro sostegno anche economico affinché possano portare avanti importanti campagne di sensibilizzazione. Pratiche gravemente lesive come queste devono assolutamente proibite e condannate” conclude.















