Domani, 11 febbraio, il mondo del web ha deciso di protestare ribellandosi all’Acta, l’accordo anti-contraffazione che rischia di metter l’ennesimo bavaglio ad internet. Manuele Malenotti sul suo blog riflette sul fatto che per i governi internazionali ci sono ben altre emergenze come “la crisi economica ogni giorno bussa sempre più forte alle nostre porte, il tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli storici in molti paesi occidentali: recessione, fallimento e “crac” finanziari sono le ombre con cui dobbiamo convivere. Continua anche lo spargimento di sangue in Africa e in Medio Oriente… e i governi che fanno?”

Infatti quello che indigna l’imprenditore è che “Tra le principali preoccupazioni hanno quella di garantire la tutela del copyright in rete. Sto parlando di ACTA, l’accordo “anti-contraffazione” che oserei rinominare “anti libera circolazione”. Si tratta infatti di una vera e propria censura alla diffusione della cultura sul Web. Che sia negli Stati Uniti, in Cina o in Europa, l’obiettivo è lo stesso: mettere un bavaglio ad Internet. Tutto questo davvero non può essere tollerato, in primis alla luce di quanto appena sottolineato, ovvero delle priorità che riguardano ben altre emergenze. Secondo, poi, in base all’evidenza che si tratta di una vera e propria bomba: se dovesse esplodere sarebbe la fine per tutti i grandi passi avanti fatti sinora in termini di libertà di pensiero, informazione, cultura e della loro diffusione”.

Infatti argomenta “Internet è l’unica vera fonte in grado di dare accesso a informazioni diverse, cosa che sicuramente intimorisce i governi. La domanda che nasce spontanea è: hanno davvero così tanta paura da doversi inventare la lotta alla contraffazione pur di mettere un freno alle nostre libertà? Un conto è la contraffazione – motivo per il quale sono nati i contestatissimi disegni di legge SOPA e PIPA – un conto è difendere la proprietà intellettuale (e non l’autore) e da qui impedire il libero commercio di idee. Infatti non è l’autore ad essere tutelato ma le major ovvero le grandi multinazionali che hanno comprato i diritti, sono loro che ci lucrano! Dell’autore non frega niente a nessuno”.

“I governi stanno dalla parte delle multinazionali e studiano disegni di legge fatti apposta per tutelarne i privilegi… strano! Domani, 11 febbraio il mondo darà avvio ad una protesta senza precedenti contro tutto questo, contro l’Acta. Informare, diffondere la notizia è questo quello che possiamo fare. Per questo ho deciso di catalizzare la vostra attenzione sull’argomento. Come questa, dovremo combattere altre mille battaglie per tutelare le nostre libertà. Loro non si fermeranno nel tentativo di metterci un bavaglio, non possiamo e non dobbiamo fermarci neanche noi” conclude Malenotti”.