Mentre nel nostro Paese ancora sono aperti i tavoli di discussione tra esecutivo e i sindacati, in Spagna il governo Rajoy ha appena approvato la nuova riforma del lavoro. In un Paese dove i disoccupati erano arrivati ad essere più di 5 milioni, il governo ha accelerato quella che già viene chiamata come una riforma “storica”. Al termine del Consiglio dei Ministri il vicepremier Soraya de Santamaria ha dichiarato “Con questa riforma storica ci sarà un prima e un dopo”.
Tra le novità più eclatanti la diminuzione dell’indennità di licenziamento, che da 45 giorni di paga per ogni anno lavorato adesso è di 33 giorni di paga, un nuovo contratto a tempo indeterminato per i lavoratori autonomi e le imprese con meno di 50 lavoratori, incentivi fiscali per l’assunzione di giovani under 30 e di disoccupati di lungo periodo.
Secondo il ministro del Lavoro, Fatima Banez, questa riforma introdurrà “maggiore flessibilità” in quanto le imprese di lavoro temporaneo potranno comportarsi come agenzie di collocamento e in caso di crisi decidere di sospendere l’applicazione dei contratti collettivi, flessibilizzando orari, funzioni e retribuzioni.















