Una lista lunga sessanta nomi, quella presentata dagli avvocati di Silvio Berlusconi in merito al processo Mills che vede l’ex premier accusato di corruzione in atti giudiziari. Sessanta nomi di testimoni che la difesa vorrebbe ascoltare al processo, ma che sono “testi improbabili in giurisdizioni lontane. Nessuno – ha aggiunto il pm Fabio De Pasquale – può venirci a dire che Silvio Berlusconi per venti anni è stato in Groenlandia”.

Una richiesta che allungherebbe di molto i tempi del processo, già prossimo alla prescrizione. E che infatti è stata respinta dai pm. Ma gli avvocati Ghedini e Longo ne hanno aggiunta subito un’altra: indicare gli atti da utilizzare nella discussione e quelli eventualmemente di cui dare lettura in aula, perché riferiti a persone che non sono state sentite in questo processo. Una cosa che riporta i pm “a 20 anni fa, nei processi di mafia”. I giudici, dopo una lunga riunione, hanno respinto anche questa richiesta.

RINVIO AL 15 - Troppo tardi per la requisitoria del pm De Pasquale che è iniziata solo nel tardo pomeriggio e che dovrà essere conclusa il prossimo 15 febbraio. “Avrà bisogno solo di tre quarti d’ora”, ha fatto sapere l’accusa. Ma la scadenza della prescrizione è sempre più vicina.

PROTESTA DAL PDL - Intanto il comportamento dei giudici ha scatenato le proteste del partito del Cavaliere, in particolare quelle di Fabrizio Cicchitto: “Non volevamo usare parole grosse, ma vediamo che i pubblici ministeri di Milano del processo Mills usano parole insultanti. Il comportamento loro e del tribunale è quello tipico di un tribunale speciale. Il Csm ci dia un’occhiata”.