E’ morta Whitney Houston, la celebre cantante che ha fatto da ponte tra la generazioni delle big del soul come Diana Ross e Aretha Franklin e quella del popsoul come Beyonce. La regina del pop è stata trovata morta nella sua camera d’albergo a Los Angeles, dove si trovava per un evento collegato ai Grammy Awards. A dare l’allarme è stato il compagno Ray-J. Il primo a fare le condoglianze è stato Lenny Kravitz, ma la lista di colleghi colpiti dalla sua morte è lunga.
Una morte che poi tanto improvvisa non è, visto il declino della sua carriera, i problemi di droga, la depressione, il matrimonio infernale in cui si era chiusa. La Houston, all’apice della bravura tra gli anni 80 e 90 è salita sull’Olimpo delle stelle con successi intramontabili come “I Will Always Love You”, “I wanna dance with somebody” e “How will I know”, fino al capolavoro del cinema “The Bodyguard”. Ma altrettanto repentinamente ha preso la via degli eccessi, dell’alcol e della droga. C’era stato un breve ritorno nel 2009 con “I look to you”, ma alla fine Whitney ci era ricascata.






















