Il Parlamento greco ha approvato il piano di austerity: via libera al secondo pacchetto di aiuti stanziati dall’Europa e dal Fondo Monetario Internazionale per risolvere l’enorme problema del debito e scongiurare il pericolo del deafult che incombe sul paese.

Superata l’empasse legata alla questione del veto sulle misure da applicare, Pantelis Kapsis, un portavoce del governo, ha annunciato che nel paese (in seguito alla spaccatura creatasi anche all’interno del governo di solidarietà nazionale) si terranno elezioni anticipate: “questo governo ha a disposizione un mese e mezzo di lavori (…) chiuderemo a marzo (il lavoro sul prestito e sul piano di disindebitamento) e le elezioni si terranno in aprile”. 43 parlamentari intanto sono stati espulsi dai partiti di governo, dopo aver manifestato il proprio dissenso sul piano votato durante la notte.

Ad Atene intanto si contano i danni provocati dai pesanti scontri che si sono verificati durante un lungo fine settimana di tensioni: sono almeno 45 gli edifici che sono stati dati alle fiamme e non si contano i negozi saccheggiati durante le manifestazioni che hanno portato un drammatico bilancio di feriti e 65 arresti. Mentre domenica il Parlamento votava la nuova manovra (con tagli previsti pari a 3,3 miliardi) la rabbia dei cittadini costretti a subire ancora nuovi sacrifici si è rivolta contro le forze dell’ordine e i luoghi del potere.

La lamentela del sindaco di atene è chiara: “Una volta ancora, la città è stata usata come leva per provare a destabilizzare il Paese”, ha detto, parlando di danni irreparabili.