Secondo le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrà nelle città, nel 2050 si passerà al 70%. Manuele Malenotti sul suo blog si interroga su come è possibile “riuscire ad immaginare come, cioè come faranno le metropoli ad accogliere milioni di nuovi abitanti? L’aria si è già fatta irrespirabile e lo sentiamo bene tutti ogni volta che usciamo di casa”.
Però questo funge da spunto di riflessione per l’imprenditore “Chi vive la grande città ha bene in mente cos’è lo smog annesso al super traffico, cosa vuol dire utilizzare mezzi pubblici sempre più affollati… Ma anche e solo da un punto di vista architettonico non ci si può esimere dal pensare come risolvere quella che non è un’eventualità, ma è un dato di fatto”.
Infatti quello che è importante è “Prendere coscienza di quanto avverrà è necessario per agire preventivamente così da impedire che possano concretizzarsi scenari alla “Blade runner”. Dei modelli a cui ispirarsi sicuramente esistono e sono sparsi nel mondo, basterebbe cercarli e studiarli. E se Friburgo è la capitale della sostenibilità urbana che sfrutta appieno le potenzialità degli impianti fotovoltaici e delle energie alternative, in casa nostra Ferrara rappresenta un esempio di miglioramento della vivibilità: ha puntato sull’uso della bicicletta come veicolo alternativo con cui spostarsi…”
“Il punto – riflette Malenotti – è che non serve costruire nuove città basta migliorare le nostre. L’Organizzazione Mondiale della sanità ha promosso in questo senso il programma internazionale “Healthy Cities”: un network di città “virtuose” che hanno come pilastro dell’amministrazione pubblica il costruire “sano”. In tutta Europa sono 1300 le città che hanno aderito, in Italia ad oggi solo 73. L’urbanizzazione sostenibile è il nostro obiettivo, e se non lo è deve diventarlo. Ormai non si può più prescindere dal tutelare la salute degli abitanti del mondo, con il passare del tempo saremo sempre di piu’ e se non vogliamo che questo vada a nostro discapito dobbiamo lavorare oggi per il futuro dei nostri figli” conclude.















