Per gli appassionati di ciclismo il 14 febbraio non è la festa degli innamorati, ma è il giorno in cui si ricorda Marco Pantani. Oggi sono infatti 8 anni che il corpo del “Pirata” (chiamato così per la sua abitudine di indossare una bandana in testa durante le corse) è stato trovato privo di vita in un residence di Rimini.

Marco Pantani è considerato uno dei più grandi “scalatori” della storia del ciclismo. Anche Lance Armstrong, recordman al Tour de France con 7 edizioni vinte, ha riconosciuto la sua grandezza, definendo Pantani “il più grande di tutti i tempi”.

Memorabili sono state le sue fughe sulle strade del Giro d’Italia e della Grande Boucle francese. Nel 1998 è stato protagonista di un’impresa riuscita, prima di lui, solo ai grandissimi della bicicletta. Infatti Pantani riuscì a fare la doppietta Giro e Tour, battendo campioni del calibro di Zulle, Tonkov, Ullrich. Riportò in Italia la maglia gialla, che mancava dal 1965, quando a Parigi trionfò Felice Gimondi.

La carriera di Pantani è stata caratterizzata da scalate, celebri sono rimasti i suoi scatti sul Mortirolo, cadute, come quella al valico di Chiunzi a causa di un gatto, e risalite. La squalifica dal Giro del 1999 a Madonna di Campiglio, quando aveva già la Maglia Rosa cucita addosso, a causa di livelli troppo alti di globuli rossi rilevati nel suo sangue, è stata un macigno enorme sulla tua vita sportiva. Lo stop dalle corse, l’incidente, la depressione, il ritorno in bici mai più ai suoi livelli abituali, la droga.

Marco Pantani se n’è andato 8 anni fa, ma per le strade di mezza Europa i tifosi di ciclismo ancora mostrano le bandiere con il simbolo del “pirata”.