L’Eurogruppo tira le somme sulla situazione greca e decide per la seconda tranchedi aiuti al paese. Mentre il primo ministro Papademos chiede maggiori sforzi a banche e privati per avere una maggiore svalutazione dei titoli di stato) l’Europa nel vertice a Bruxelles deve stabilire se le proposte e le garanzie messe sul tavolo dalla Grecia sono effettivamente affidabili e se l’impegno di riforme messe nel pacchetto dallo stato ellenico siano sufficienti per garantire stabilità al paese e all’Europa intera.
Fino ad ora i creditori privati avrebbero accettato un haircut pari al 50%, ma secondo le fonti, la troika vorrebbe un impegno maggiore: all’appello mancherebbero ancora 5,5 miliardi di euro che soddisferebbero le condizioni imposte da Fmi e Ue.
Intanto però in giornata è dodici capi di governo, tra cui anche quello italiano e quello britannico (ma Francia e Germania non hanno firmato) è stata recapitata a Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, e a Herman Van Rompuy, presidente del consiglio europeo, una lettera in cui si è chiesto di investire ancora di più in crescita e innovazione, spingendo su liberalizzazioni e sviluppo di un mercato unico dei trasporti.
Intanto, proprio sul fronte della Grecia, il primo ministro Papademos, proprio nelle ore in cui è riunito l’Eurogruppo, ha chiesto alle banche e ai fondi di investimento una maggiore svalutazione dei titoli di stato in loro possesso così da alleggerire il peso sulle casse dello stato. L’haircut finora accettato dai creditori privati sarebbe pari al 50%, ma secondo le fonti, la troika nnon avrebbe reputato ancora sufficiente un simile movimento: all’appello mancherebbero ancora 5,5 miliardi di euro per soddisfare la condizione imposta da Fmi e Ue alla Grecia.















