Ieri sono stati pubblicati i redditi dei ministri, un’operazione trasparenza dovuta ai cittadini, a maggior ragione in tempi di crisi. Una battaglia, questa, portata avanti in primis dalla deputata Radicale Rita Bernardini che, dalle pagine del suo blog, ha lanciato un ulteriore appello affinchè tutti i politici aderiscano a quella che dovrebbe essere una norma imposta. “Introdurre nel ddl anti-corruzione l’obbligo per tutti gli eletti di rendere pubblici i loro redditi”, ha chiesto Bernardini che ha presentato un testo di legge sull’anagrafe patrimoniale degli eletti ai ministri della Giustizia Paola Severino e della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi.
“Lunedì scorso – spiega Bernardini – nell’ambito di un incontro con Pannella, ho colto l’occasione per parlare al ministro Severino’ del tema dell’anagrafe pubblica degli eletti, da tempo battaglia radicale. A Severino e a Patroni Griffi ho poi inviato il testo di una proposta di legge molto dettagliata, che prevede l’introduzione dell’anagrafe patrimoniale per tutti gli eletti nelle istituzioni e tutti i nominati dagli eletti”.
“Al momento quella pubblicazione è facoltativa – spiega ancora l’esponente radicale – hanno aderito davvero in pochi’. Solo il 25,61% dei deputati e senatori, secondo i dati raccolti dal sito Openpolis, ha firmato la liberatoria per la messa on-line della propria dichiarazione dei redditi: 242 parlamentari su 945. Ancora ‘troppo poco“.
Bernardini non è nuova a queste battaglie. Fu lei, negli anni scorsi, a permettere che venissero messe on-line le posizioni patrimoniali degli onorevoli e adesso chiede un passo in avanti. Bernardini presenterà la modifica del Regolamento di Montecitorio, per far si “che la pubblicazione sul sito della Camera dei redditi non sia piu’ subordinata alla firma di una liberatoria da parte di ciascun parlamentare, ma sia obbligatoria ed automatica“.
Il testo presentato ai ministri dalla deputata, chiede tra le altre cose che: “Le dichiarazioni di natura patrimoniale o reddituale presentate dai deputati alla Camera per obbligo di legge sono rese pubbliche a cura della Camera. Esse possono essere consultate presso gli uffici della Camera da chiunque, anche estraendone copia a proprie spese. La Camera assolve l’obbligo di pubblicità anche mediante pubblicazione delle dichiarazioni nel proprio sito internet, nell’ambito della scheda personale relativa a ciascun deputato, tenuto conto della normativa in materia di tutela dei dati personali”.















