L’Ufficio della presidenza del Consiglio ha deliberato il taglio dei benefit a vita che spettano agli ex presidenti di Montecitorio. Con questa decisione si riprende quella già presa dal Senato. In sostanza, addio ai benefit come uffici, segretari auto di servizio. I benefit sono validi per dieci anni dalla fine dell’incarico, ma non poteva mancare l’eccezione che conferma la regola: i presidenti eletti deputati nella scorsa legislatura o in quella attuale i dieci anni di benefit decorreranno dalla fine di questa legislatura e quindi dal 2023.

Interessati al taglio deciso dall’Ufficio di Presidenza insomma solo Pietro Ingrao e Irene Pivetti che perderanno i benefit dal 2013. Proroga fino al 2023 invece per Violante, Bertinotti, Casini e Fini.

Ad attaccare sulla decisione presa è stata proprio la Pivetti che spiega: “Stanno colpendo delle povere persone, dei privati cittadini, che hanno la sola colpa di lavorare accanto a una persona che non è amata dal Palazzo”. “E’ il risultato di un clima forcaiolo che non distingue i bersagli. Un assurdo paradosso che, per colpire la Casta, finisce per colpire chi con la Casta non c’entra nulla, come me o Ingrao, buttando per strada degli onesti lavoratori”.

“Non si tratta di un intervento per le mie tasche, io non prendo niente per me da quei benefit” ha aggiunto la Pivetti. “Si tratta semplicemente di licenziare qualche persona, tagliare qualche posto di lavoro. Ma abbiamo l’idea che le persone, come nella Russia zarista, sono di proprietà del feudatario o abbiamo rispetto per i lavoratori?”.

CASINI RINUNCIA AI BENEFIT - Pier Ferdinando Casini ha anninciato la sua intenzione di rinunciare ai benefit di cui gli ex presidenti potranno continuare a godere fino al 2023: “Ho avuto l’onore di servire la Camera dal 2001 al 2006, rinuncio con effetto immediato a questi benefici” a partire da questa mattina. Il leader dell’Udc rientrava tra quei presidenti che avrebbero goduto ancora per altri 10 anni ei benefici spettanti agli ex presidenti eletti deputati nella scorsa o nell’attuale legislatura.

LA RISPOSTA DI VIOLANTE E BERTINOTTI - E’ diversa, anzi quasi opposta la reazione di Violante: “Non ho mai partecipato a fiere dell’ipocrisia e non intendo farlo neanche questa volta. Nè intendo compiere esisbizionismi. Deciderò alla fine della legislatura in corso” ha spiegato l’esponente del Pd al quale fa eco l’ex leader di Rifondazione Comunista che spiega che si “atterrà, come sempre, a quello che ha deciso l’Istituzione”; nessun passo indietro dunque.