| 7 RICHIESTE DELLA FIEG PER LA SVOLTA MULTIMEDIALE DELL'EDITORIA |
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| 09/05/2008 | |
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9 Mag. - La carta stampata non sta vivendo un buon momento. Lo ammette il presidente della Fieg Boris Biancheri presentando il Rapporto sullo stato di salute del settore Nel 2007 i conti dell’editoria italiana hanno registrato un forte sbilanciamento nel rapporto tra costi e ricavi. Questi ultimi sono
cresciuti dell’1,4 percento mentre i costi hanno segnato un +6%. E’
quanto emerge dal Rapporto sullo stato di salute della stampa in Italia
nel triennio 2005-2007 presentato dalla Fieg.
Il presidente Boris
Biancheri ha ammesso che la carta stampata non sta attraversando un
buon momento, ma che questo è un fenomeno non solo italiano. Biancheri
vede un quadro di “evidente preoccupazione”, al quale “è necessario
porre rimedio. Non è immaginabile un paese civile senza una stampa in
salute”.
Nel 2006 gli editori di quotidiani che hanno chiuso in rosso sono stati 22, quelli che hanno chiuso in utile sono stati 38. Le perdite complessive si sono ridotte da 23,5 a 20,1 milioni di euro. Secondo Biancheri ci sono però anche alcune note positive come “la capacità degli imprenditori di intercettare la possibilità data dalle interconnessioni dei vari prodotti; quindi la crescita dell’indice di lettura”. Si segnala anche l’incremento e la capacità di espansione davvero significativi della stampa gratuita. Il presidente della Fieg ha parlato anche di declino dell’incidenza della pubblicità che suscita “forti elementi di preoccupazione”. I giornali tentano di difendersi. La vendita di libri, film, dvd resta un'ottima idea di marketing, una buona scialuppa di salvataggio. Ma il libro, quando è allegato alla carta stampata, piace sempre di meno. I ricavi di vendita di volumi sono in calo regolare da tre anni in qua. Gli editori dei giornali devono puntare allora su "allegati" di tipo diverso (i film in testa). Vanno molto bene ma costringono gli editori a svenarsi per comprarne i diritti. Gli sgambetti delle nuove tv, e internet? Il mezzo, nel 2006, conquista il 2,3% della pubblicità complessiva- Gli editori sono riusciti a dominare il fenomeno. Loro stessi hanno siti che affiancano a tutti gli altri media conosciuti, completandoli: televisioni, radio, telefonini, carta stampata. E' nata una filiera produttiva inaspettata, dinamica e multimediale. Perfezionarla è una sfida entusiasmante me presuppone un "ambiente favorevole".
La Fieg fa sette richieste
per ridare ossigeno al settore, fra cui l’istituzione del credito
d’imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e il
rifinanziamento del credito agevolato per il settore, fermo dal giugno
2003. (mps)
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