| 7.000€ PER TASSE LOCALI LA MEDIA NAZIONALE, AL 1° POSTO LOMBARDIA CON 11.720€ |
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| 01/03/2008 | |
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01 mar. - Ogni anno le Regioni e gli Enti locali incassano dalle
imprese private 31,4 miliardi di euro, tra Irap, addizionali regionali
e comunali Irpef, Ici e addizionali comunali e provinciali sul consumo
di energia. Lo afferma un'indagine della Cgia di Mestre. Quasi la metà
del gettito totale giunge da tre regioni: Lombardia, Veneto e Piemonte
Mediamente su ogni impresa privata italiana il fisco locale pesa per 7.158 euro.
Alle imprese lombarde l'onere fiscale più alto: mediamente 11.720 euro. Una sottolineatura a parte, rileva il segretario degli artigiani mestrini, Giuseppe Bortolussi, meritano i dati di Lombardia e Lazio, perché qui è concentrata la stragrande maggioranza delle grandi imprese e delle multinazionali straniere presenti in Italia. E ciò condiziona verso l'alto il risultato statistico delle due regioni.
Tuttavia, che al Nord la tassazione locale sia più elevata che nel resto del Paese - afferma la Cgia - "é un dato di fatto riscontrabile anche sugli altri contribuenti.
Come i lavoratori dipendenti o i pensionati".
"Questo significa - prosegue Bortolussi - che i governatori e gli amministratori locali del Nord agiscono in maniera più decisa dei loro colleghi del Sud sul fronte delle tasse?
Non si può dire così, perché se nel Nord le tasse locali sono più elevate è vero che i servizi alle imprese, mediamente, sono di livello superiore che altrove. Purtroppo, a condizionare le scelte dei politici locali è il forte squilibrio in materia di trasferimenti che lo Stato centrale destina ai territori.
Questa politica avvantaggia in maniera molto forte le realtà del Mezzogiorno".
Tornando ai dati sul peso delle tasse locali, la maglia nera é la Lombardia. Su ogni realtà produttiva lombarda pesano mediamente 11.720 euro tra Irap, addizionali Irpef regionali e comunali, Ici, addizionale comunale e provinciale sul consumo dell'energia elettrica.
Al secondo posto il Lazio (10.800 euro); al terzo il Piemonte (8.869 euro); al quarto il Friuli Venezia Giulia (8.814 euro).
Seguono l'Emilia Romagna che raggiunge 8.670 euro di tasse locali mediamente calcolate per ogni azienda, il Veneto (7.944), il Trentino Alto Adige (7.507 euro) e la Valle d'Aosta (6.958 euro).
A soffrire meno la pena delle tasse locali è la Calabria, dove tra Irap, addizionali Irpef regionali e comunali, Ici, addizionale comunale e provinciale sul consumo dell'energia elettrica si arriva appena 2.929 euro.
Quasi 10 mila euro in meno rispetto alla Lombardia.
Altrettanto lontana dai livelli delle tassazioni del Nord è la Sicilia con una media di imposte locali pari a 3.453 euro; e lo stesso vale per la Basilicata (3.587 euro), per la Campania (3.799), per la Puglia (3.865), per il Molise (3.873 euro) e per la Sardegna (4.312 euro).
Una classifica che polarizza il risultato sull'imposizione locale anche quando si analizzano le cifre complessive del gettito proveniente da ciascuna regione.
E a guidare ancora una volta la graduatoria è la Lombardia con quasi 8 miliardi e mezzo di tasse locali. Assieme al Veneto (2 mld e 976 milioni di euro) e al Piemonte (2 mld e 840 milioni di euro) e le tre principali regioni del Nord contribuiscono per quasi la metà (precisamente il 45%) del gettito complessivo. (ANSA)
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