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Ultimo aggiornamento: 09.07.2008 ore 07:42
70MLD DI DOLLARI I DANNI PER CALAMITA’ NATURALI O CATASTROFI ORIGINATE DALL’UOMO Stampa E-mail
22/03/2008

22 Mar. - Le calamita' naturali e le catastrofi originate dall'uomo sono costate oltre 21 mila vittime e circa 70 miliardi di dollari in giro per il mondo nel 2007 e l'Europa e' stata l'area piu' colpita. Il dato e' contenuto nel bilancio Sigma, in cui si evidenzia come il prezzo dei danni e' finito prevalentemente a carico di privati, aziende e Stati, mentre solo il 40%, pari a 27,6 miliardi di dollari, e' andato a gravare sugli assicuratori, circa 10 miliardi in piu' rispetto al 2006.

alluvione280x200.jpg"Sebbene il 2007 non sia da considerarsi un anno fuori dall'ordinario - si legge nella ricerca - le statistiche confermano la tendenza all'aumento del numero di danni e della loro onerosita'". Ma il bilancio e' grave non solo nel suo aspetto economico: nelle catastrofi sono morte circa 21.500 persone, la maggior parte a causa di tempeste e inondazioni nei Paesi asiatici. Sono 6.900 invece le vittime di eventi causati dall'uomo, di cui oltre 2.000 coinvolte in incidenti con navi passeggeri.

L'area piu' colpita e' stata l'Europa: i sinistri assicurati hanno costruito il 45% del totale mondiale, contro il 19% della media registrata dal 1970. Valori che si spiegano sia per la tempesta invernale Kyrill, che ha causato danni per 10 miliardi di dollari, sia per le devastanti inondazioni in Gran Bretagna, costate 7,2 miliardi. I sinistri avvenuti negli Stati Uniti, in genere in testa alle liste danni, sono invece risultati meno onerosi: l'evento piu' 'costoso' e' stata una tempesta avvenuta nell'aprile del 2007 che ha fatto registrare un bilancio danni pari a due miliardi di dollari.

I dati sul lungo termine, si spiega nella ricerca, evidenziano una tendenza in forte crescita soprattutto nella categoria dei sinistri da alluvioni: dal 1970 sono aumentati in media del 12% annuo circa, per un raddoppio dei costi circa ogni sei anni. La tedenza crescente dei danni, si legge, "trova spiegazioni in cause evidenti, tra cui l'aumento dei valori assicurati e la maggiore vulnerabilita' ai danni (parcheggi sotterranei, sistemi informatici in cantine).

Un ulteriore fattore va individuate nel surriscaldamento climatico: l'ipotesi formulata e' che le temperature piu' elevate determinino un intensificarsi del ciclo idrologico, che comporta a sua volta precipitazioni piu' forti e quindi eventi alluvionali piu' frequenti e intensi".

L'indagine propone anche alcune soluzioni: migliore tariffazione per i sinistri da alluvioni, maggiore ricorso ai mercati dei capitali e piu' Stato. Gli sviluppi osservati negli ultimi anni hanno spinto infatti assicuratori e politici ad adottare diversi provvedimenti per adattare i loro modelli alle nuove conoscenze. I modelli dei sinistri da alluvioni mostrano alcune lacune: la maggioranza si basa sui dati del periodo tra gli anni '60 e '80, caratterizzato in Europa da attivita' alluvionali inferiori alla media. In questo modo l'attuale frequenza di questi eventi viene sottovalutata.

Gli assicuratori puntano anche sul trasferimento dei rischi catastali sui mercati dei capitali: l'obiettivo e' sviluppare indici trasparenti anche al di fuori degli Stati Uniti. Il settore assicurativo ha lanciato, sotto l'egida del Cro Forum (Chief Risk Officer Forum della geneva Association) un'iniziativa europea per mettere a punto indicatori validi per il vecchio continente. Alcuni osservatori guardano invece con occhio critico la rinnovata tendenza a reagire alle catastrofi con un rafforzato intervento dello Stato: l'esperienza, si legge, "insegna infatti che dal punto di vista economico cio'bdetermina spesso effetti controproducenti". (AGI)

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