Sostenere gli investimenti per ricerca e sviluppo attraverso il credito d’imposta tramite un investimento di un miliardo di euro. Questa l’idea di Confindustria per rilanciare la crescita italiana, con gli uomini di Giorgio Squinzi che stanno preparando un piano da presentare all’incontro con il governo che si terrà mercoledì 5 settembre. In questo modo, secondo l’associazione degli industriali, si potrà ridurre il margine di competitività con le imprese estere, oltre a creare le migliori condizioni per creare posti di lavoro e smorzare il peso fiscale. Il primo principio è lo sgravio fiscale per chi investe in ricerca e sviluppo, che era già stato proposto dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ma fermato dal ministro dell’Economia Vittorio Grilli.

Secondo viale dell’Astronomia, sarebbe realistico recuperare 600 milioni di euro dalla spending review e da un riordino degli incentivi alle imprese. In secondo luogo, gli industriali premono per azioni di politica industriale, principio condiviso anche dai sindacati. “Non è più possibile gestire questa crisi solo ai singoli tavoli – aveva detto il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuda – è necessaria un’iniziativa del governo, che scegliendo anche alcuni settori e comparti strategici, impegni risorse e politiche per rilanciare l’industria nel nostro paese”.