| A ROMA JOAQUIN CORTES, IL PIU' GRANDE BALLERINO DI FLAMENCO DEL MONDO |
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| 25/06/2008 | |
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25 giu. - Dopo la tappa milanese stasera alle ore 21.00
il più grande ballerino di Flamenco del mondo, Joaquin Cortes,
sbarcherà con il suo spettacolo "Mi Soledad", presso il Teatro Sistina di
Roma, dove si esibirà anche domani mercoledì 25 giugno.
Presentato per la prima volta il 3 maggio 2005 all’auditorium di Città del Messico, “Mi soledad” è uno spettacolo originale guidato interamente dalla musica e dal canto Flamenco.
Joaquín Cortés, alla costante ricerca di un qualcosa di nuovo e differente, non si lascia spaventare dalla fusione di diversi stili e ancora una volta si assume i suoi rischi e attinge da svariate fonti.
La musica originale di “Mi soledad” è stata composta da Joaquín Cortés, José Carbonell ed Antonio Carbonell ed è il frutto di ritmi musicali diversi come il jazz, la musica cubana, la musica classica, senza dimenticare il flamenco, protagonista assoluto dello show. Il testo è stato scritto da Antonio Carbonell ed Arturo José Carbonell.
Joaquin Cortes ci propone un viaggio attraverso le sue emozioni. Il titolo “ Mi soledad” (“La mia solitudine”) propone un viaggio in questo sentimento, una solitudine molto sentita, carica d’intimità, sinonimo dell’individualità dell’uomo.
Tramite la musica e i suoi inconfondibili passi, Cortes ci pone in comunicazione diretta con la sua anima e la sua arte, coinvolgendo il pubblico nei luminosi colori del Flamenco.
Come quando di notte si passa attraverso quei momenti di dormiveglia nei quali tutta l’influenza del mondo esterno pare essere sparita e il nostro essere sogna costruendo nuovi mondi e nuove fantasie nelle quali siamo forti ed invincibili.
Quei momenti nei quali desideriamo restare soli, stanchi della quotidianità, per incontrare noi stessi ed intavolare una conversazione con la nostra naturalezza.
Con una scenografia basata sulla semplicità e carica d’intimismo, emergono i sentimenti attraverso le inconfondibili musicalità di Cortes.
Una progressione musicale nella quale emergono le ragioni più profonde dell’artista, dove vi è spazio per istanti di dialogo che danno allo spettacolo l’aspetto di un jam session. E che lo riempiono di freschezza e arte, trasformando ogni passo in un momento unico ed irripetibile.
scritto da francesca, giugno 25, 2008 bellissimo spettacolo molto intimistico e lui è molto più maturo di quando una decina di anni fa venne a roma all'olimpico con Passione gitana. bellissima la musica e bravissimi tutti i musicisti! Lui è bravissimo. scritto da michele, giugno 25, 2008 l'ho visto ieri sera: favoloso! nella prima parte ha ballato poco ma nella seconda non si è risparmiato: da vedere!!! |
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